Max Ionata Special Edition – Tivoli

Max Ionata: sax tenore
Martin Sjöstedt: pianoforte
Jesper Boldisen: contrabbasso
Martin Maretti Andersen: batteria

Mingus Records – 2025

Il suono caldo e diretto di Max Ionata è al centro di questo suo ultimo, centrato e piacevole disco. Fiatista di razza, cresciuto a pane e musica, nel corso della sua carriera che lo ha portato a essere un nome significativo del jazz europeo, ha collezionato una serie di dischi importanti e di qualità tra cui quest’ultimo intitolato Tivoli. Con lui suonano un trio di musicisti scandinavi di alto lignaggio come lo svedese di Uppsala Martin Sjöstedt al pianoforte, il danese ma “italianissimo” Jesper Boldisen al contrabbasso e Martin Andersen, sempre danese, alla batteria.  In Tivoli Ionata rimane se stesso nonostante il contesto internazionale di musicisti che lo affianca. Anzi sembra più rilassato nell’esposizione, forse perché sostenuto da un trio per nulla aggressivo ma sostanzialmente determinato nell’eseguire le composizioni secondo il loro mood prima che musicale si direbbe culturale. Ecco, si ha un senso di rilassatezza che viene fuori sin da Cancion para Sara di Ruben Aranda, un famoso pezzo argentino dai connotati latin. Qui la sezione ritmica gioca con la melodia che Ionata ricalca ancor più con il suono dolce del sax. Segue Consolation, una dolcissima ballad firmata da Kenny Wheeler che Ionata rende più melodiosa con estremo equilibrio senza sfociare nel mieloso. Det Lysner, una composizione di Jesper Bodilsen, nasce sommessa, seguendo stile e narrazione nordica, per poi diventare più dinamica e incalzante mentre il sax ne segue l’umore modificando suono e dinamiche. Tivoli, scritta da Ionata, risente di un certo sapore latin in cui il sax descrive parabole misurate e mai sopra le righe. Bello l’assolo bluesy di piano nel mezzo del brano, che comunque resta di per sè squisitamente ritmico e coinvolgente. Everything I Love di Cole Porter è un salto all’indietro, verso la tradizione suonata con swing e slanci hardbop. È il turno di un’altra ballad, When We Were One di Johnny Griffin, che veste Ionata come un abito sartoriale realizzato su misura. Si sente che è il suo mondo: suona con equilibrio, rilassato, con voce profonda, quasi ieratico. Ottimo l’assolo di pianoforte di Sjöstedt. Narus Waltz, di Ionata, è un pezzo si direbbe “old style” che lui tratta con devozione e spirito modernista. Tivoli si chiude con Mr. GT, dedicato a Gegè Telesforo. Siamo in territorio neobop, che è una ulteriore conferma dell’atteggiamento di Ionata verso questo disco suonato con coerenza e lucidità rispetto alla sua idea di jazz.


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