Pino Jodice: pianoforte, direzione, arrangiamenti, composizioni
Pietro Iodice: batteria, leader
Pietro Pancella: contrabbasso, basso elettrico
Gianni Oddi: sax alto
Massimiliano Filosi: sax alto
Gianni Savelli: sax tenore
Alessandro Tomei: sax tenore
Torquato Sdrucia: sax baritono
Sergio Vitale: tromba
Fernando Brusco: tromba
Roman Villanueva: tromba
Francesco Fratini: tromba
Enzo De Rosa: trombone
Roberto Schiano: trombone
Luca Giustozzi: trombone
Roberto Pecorelli: trombone basso
Giovanni Falzone: tromba solo in Tutu
Cinzia Tedesco: voce in Magic Miles
Ciccio Merolla: rap free style, percussioni in Magic Miles
David Blamires: voce in Human Nature
Roberto Guarino: chitarra in Magic Miles, Human Nature
Barly Records – 2025
I fratelli Jodice da anni ci deliziano con i loro progetti orchestrali suonati da un gruppo di musicisti di sicuro livello. Questa volta tocca a Miles Davis. La loro è una riproposizione equilibrata, piena di spunti originali e variazioni e per nulla imitativa. È un punto di vista, ampliato, della musica del grande trombettista americano. Gli stessi arrangiamenti tendono a valorizzare i temi devisiani e a rilanciarne la loro sempre attuale efficacia e rilevanza storica. C’è equilibro tra parti scritte e improvvisate nonché notevole interazione tra fiati e parte percussiva. Queste sono le caratteristiche che contraddistinguono da sempre la musica e la forza della JBJO: grande ritmica, variazioni cromatiche e fiati vigorosi, muscolari – soprattutto i tromboni – e centrati. Il tutto cucito dalle tastiere di Pino Jodice e dalle percussioni metronomiche del fratello Pietro, motore immobile. Magic Miles si divide in due parti: la prima la si può definire elettrica, aperta ad altri generi, contaminata e più funky. A rendere il disco ancora più interessante ci sono gli interventi di Giovanni Falzone, Cinzia Tedesco, Ciccio Merolla, David Blamires e Roberto Guarino. Splatch di Marcus Miller fa da apripista. Elettro funk e contaminazioni. A seguire Tutu, sempre di Miller. Qui Falzone fa Falzone, nel senso che da sperimentatore quale è va a nozze con una dimensione a lui congeniale, fatta di spunti elettrici e tavolozze acustiche. Magic Miles invece è una composizione di Pino Jodice. Racconta Miles attraverso la voce di Cinzia Tedesco e il napoletan free style di Ciccio Merolla: sound partenopeo e umori davisiani. Human Nature, il cui tema è universalmente conosciuto, qui diventa più arioso, colorato e soul grazie alla voce di David Blamires e alla chitarra di Roberto Guarino. What it is chiude questa ideale prima parte. Pezzo funky, indiavolato, con l’orchestra che sembra torcersi di continuo e riguadagnare posizione per come si coglie la tensione ritmica e acustica del brano. Con la seconda parte l’orchestra entra nella storia. È un sunto per orchestra di Kind Of Blue. Spunti individuali e esecuzioni orchestrali agiscono in perfetto equilibrio e sintonia. La trama cambia, le percussioni, che dominavano la prima parte, si fanno meno funky e si aprono allo swing, moderno e in linea con il sound del disco. So what ne è la prova, con i fiati in forte evidenza, la sezione ritmica che spinge e la grandiosità di un pezzo che viene narrata con dovizia di particolari e trovate stilistiche. Il blues di Freddie Freeloader acquista ampiezza, diventa materia comune mentre il piano ne propone lacerti e lancia gli assoli di sax e tromba. L’evansiano Blue in green viene trattato con sofisticatezza e delicatezza. I fiati sono eterei e impalpabili come lo è la natura del brano, l’assolo di contrabbasso e poi di pianoforte. All blues viene arricchito da molteplici variazioni cromatiche nel rispetto della sua natura bluesy. La splendida versione di Flamenco Sketches chiude in bellezza un disco propedeutico, nel senso che fa capire all’ascoltatore la forza e la potenza di un grande musicista e allo stesso tempo di come la sua immortalità è data dalla malleabilità attualizzante delle sue composizioni.
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