Enrico Pieranunzi Trio & Orchestra I Pomeriggi Musicali – Improclassica

Enrico Pieranunzi: pianoforte

Luca Bulgarelli: contrabbasso

Mauro Beggio: batteria

Orchestra I Pomeriggi Musicali arrangiata e diretta da Michele Corcella

Abeat Records – 2025

Improclassica è un progetto musicale di alto profilo, che richiede notevole preparazione e bravura. Enrico Pieranunzi, con la sua decennale esperienza, è riuscito a mettere insieme, o meglio affiancare, side by side, un trio jazz e un’orchestra classica. La nota importante è che il trio jazz suona a suo modo e l’orchestra anche. Nessuno delle due si trasforma o prova ad essere l’altro. Il lavoro di Pieranunzi, che lui definisce “un piccolo-grande sogno che diventa realtà”, è stato quello di integrare e far dialogare questi due mondi attraverso sei sue composizioni che omaggiano alcuni grandi autori classici. Naturalmente la scelta dei brani è funzionale al progetto, e cioè quello di far combaciare due generi senza rinunciare alla melodia, al piacere dell’ascolto e anche a una certa cantabilità. Michele Corcella, che ha arrangiato e diretto l’Orchestra I Pomeriggi Musicali, è entrato pienamente nel progetto di Pieranunzi. Una condivisione e interpretazione perfetta che ha reso questo disco un piccolo gioiellino sia per i jazzofili che per gli amanti della classica. Dopo tutto il jazz ha al suo interno influenze classiche e Pieranunzi ha cercato di fare un lavoro sulla genetica per riuscire a far dialogare due mondi che potrebbero sembrare opposti e per nulla concilianti. Il disco è stato registrato dal vivo al Teatro Dal Verme di Milano. È un ulteriore nota a favore di questo progetto perché si riesce a cogliere la spontaneità e la genuinità esecutiva che subito balza all’orecchio ascoltando la splendida Sicilyan Dream. L’intro tematico di pianoforte apre uno scenario solare e melodico che viene amplificato con l’intervento colorato e sinfonico dell’orchestra. Il trio e l’orchestra procedono in perfetto equilibrio con fare danzante e allegro. Tutt’altra tenzone è Gymnosatie, una composizione che omaggia Satie attraverso un linguaggio meno malinconico ma più solare e melodico, soprattutto nelle aperture orchestrali. Mein Lieber Schumann invece esalta il lavoro ritmico e la grandeur dell’orchestra e le sue suggestive aperture. Invece Hommage a Milhaud contiene un afflato più intimistico, poetico, e meno esuberante rispetto alle composizioni precedenti. Cheveux arriva da lontano, da un precedente lavoro di Pieranunzi. Qui l’orchestra e il trio si intersecano nella magia iniziale del pezzo prima di entrare in uno spazio improvvisato che nel finale viene chiuso dalla potenza dell’orchestra. Suite 785, una sorta di dialogico incontro tra Bach e il blues, chiude un disco che fonde, più che sintetizzare, in un unico genere due mondi di per sé meravigliosi.


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