Shake Edizioni – 2025
Foto: la copertina del libro
Nella figura di Charlie Parker convergono l’importanza fondamentale nella storia del jazz, l’approccio bulimico all’esistenza, la necessità di superare ogni confine e il fascino perverso dell’artista maledetto. Una figura sfaccettata, impossibile da ridurre in definizioni schematiche, anche se si considera solamente la dimensione artistica, animata da creazioni di altissimo valore, seminali e fondamentali per generazioni di musicisti, e registrazioni tutt’altro che memorabili. Una figura che svetta ai massimi livelli dell’arte del Novecento: la sua importanza e la sua genialità sono paragonabili a quelle di Picasso, Hendrix, Stravinskij o Kerouac, la sua concezione espressiva ha fatto evolvere in senso moderno e dirompente il linguaggio della musica e, in generale, dell’arte.
Per esplorare il mondo sonoro di Parker, Franco Bergoglio ci conduce con stile arguto all’interno di una trama tessuta attraverso una dovizia di riferimenti, articoli, testi, eredità artistiche e riflessioni di musicisti e critici. L’importanza del sassofonista emerge così grazie ad una ben congegnata stratificazione di elementi, ad una rilettura critica dei vari contributi che vengono accostati per trovare una possibile sintesi tra le varie voci, sintesi che diventa in pratica il punto di vista dell’autore. “Alla scoperta di Charlie Parker” è un libro ricco di una gran quantità di spunti: anche il mero racconto biografico diventa uno dei tasselli di una visione plurale, pronto ad arricchirsi di rimandi e di connessioni utili per spiegare le motivazioni dietro le varie scelte o per mettere in luce la spirale delle contraddizioni dell’uomo Parker.
E, in effetti, la parte più significativa e intrigante del libro è proprio quella che si apre al termine del racconto della vita del sassofonista. Correlazioni con eredi musicali e con letterati e artisti appartenenti ad altri mondi espressivi; le inevitabili ricadute della tossicodipendenza e l’influenza sulla scena e sui musicisti a lui più vicini («“Per suonare come Bird devi fare come Bird»); un’ampia, particolareggiata e, spesso, sorprendente ricerca della presenza di Parker nei testi di canzoni appartenenti ai generi più svariati; il legame, alle volte morboso ed ossessivo, di molti appassionati dediti a un vero e proprio culto nei suoi confronti. Naturalmente, un accurato apparati di dischi, libri e film utili per scavare a propria volta nell’universo parkeriano.
Come si diceva sopra, Bergoglio dirige tutto questo flusso di informazioni con il piglio dell’investigatore e con la verve già apprezzata in altri suoi lavori (su tutti “Sassofoni e pistole”, volume dedicato agli incontri tra jazz e romanzo poliziesco): le citazioni, i fatti e le fonti si intrecciano per dare senso al racconto senza diventare didascaliche o fini a sé stesse; la varietà delle voci e dei registri richiama la dimensione ipertestuale in cui siamo ormai immersi. Un lavoro attento, quindi, anche a trovare un equilibrio tra le sue diverse anime, a dialogare tanto con chi si avvicina per la prima volta alla figura di Parker quanto con chi cerca uno spunto da affiancare all’ascolto dei dischi del sassofonista.
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