Drinkin’ Jazz Festival 2026

Salendo verso il borgo di Bertinoro, ci attende il Drinkin’ Jazz Festival 2026. La “Città dell’Ospitalità” nasconde chicche che vanno oltre la sua celebre Colonna delle Anella: i suoi sotterranei custodiscono antiche grotte scavate nel tufo, utilizzate nei secoli per affinare i vini che verranno sorseggiati durante i concerti. Un legame tra il “sotto” (la terra e le sue cantine) e il “sopra” (le terrazze panoramiche) che rende l’ascolto qui un’esperienza multisensoriale. Una rassegna che prende vita nello straordinario scenario di Bertinoro, intrecciando musica e territorio in un dialogo autentico. Concerti di rilievo nazionale e internazionale animano spazi performativi inediti, concepiti come luoghi di incontro e valorizzazione della cultura, dell’arte e della musica.

Venerdì 19 giugno, alle 21:40, DaiDeJazz aprirà il Drinkin’ Jazz Festival 2026 , con il concerto del Flavio Boltro 4tet – Miles Electric (intero€ 15/ridotto € 12). La storia del rock si articola attraverso numerose tappe e cambiamenti. Sorprendentemente, tra le numerose metamorfosi che questo genere ha compiuto nel corso del tempo, un importante contributo è stato dato anche da figure di spicco del jazz. Tra queste, una su tutte è quella del leggendario trombettista Miles Davis. Flavio Boltro, tra i più importanti trombettisti europei, guida un quartetto d’eccezione che reinterpreta l’eredità del periodo elettrico di Davis tra composizioni originali e standard rivisitati, con uno sguardo moderno, espressivo e aperto all’improvvisazione. Accanto a lui, Fabio Giachino al piano/tastiere, Pippo Matino al basso e Marco Frattini alla batteria danno vita a un concerto elegante, intenso e coinvolgente, capace di conquistare, oltre agli appassionati di jazz, anche i più fedeli ascoltatori di musica rock, progressive, funk e psichedelia.

Sabato 20 giugno, alle 19:00, il secondo concerto organizzato da Dai De Jazz per il Drinkin’ Jazz Festival 2026: Alessandro Lanzoni “Organ – Solo” (ingresso libero). Considerato uno dei pianisti più rappresentativi della sua generazione, Alessandro Lanzoni è un artista in costante crescita. Il suo stile è una sintesi della grande tradizione che va dal bebop degli anni Sessanta ma senza perdere di vista il jazz europeo dal gusto melodico contemporaneo che traspare, oltre che nell’improvvisazione, nella sua attività compositiva. In questa occasione proporrà in anteprima assoluta un progetto originale che lo vedrà alle prese con l’organo Hammond in versione solo. Avvalendosi di elementi elettronici come synth e loopstation, attraverso un programma trasversale interpretato con il lirismo e l’intensità che contraddistinguono il suo universo musicale, Lanzoni proporrà un repertorio che spazia dagli standard del jazz classico, passando per reinterpretazioni di brani di Chico Buarque e della tradizione musicale brasiliana, fino agli originals composti appositamente per questo suo nuovo progetto. Un appuntamento di grande intensità artistica, pensato per tutti gli amanti del jazz e della musica d’autore, che offrirà al pubblico un’esperienza coinvolgente e raffinata nel segno della libertà espressiva e della grande tradizione pianistica.

Sabato 20 giugno alle 21:45, la Power Band sarà protagonista del terzo concerto del Drinkin’ Jazz Festival 2026 (ingresso libero). La storica band Forlì di disco e funky music, nata nel 2003, da un’idea di Giuseppe Zanca e alcuni membri storici della Band: Alberto Olivetti, Carlo Leoncini, Igor Riccardi e Michele Foietta, dall’esigenza di proporre brani piacevoli per chi suona e per chi ascolta. La band ha un repertorio che abbraccia generi differenti, ma soprattutto brani anni 70 degli Earth Wind & Fire, Toto, Stevie Wonder, Al Jarreau e tanti altri. La Band sarà formata da: A. Ugolini/voce – A. Olivetti/tromba – G. Nardi/trombone, C. Leoncini/sax alto – M. Foietta/sax tenore – I. Riccardi/sax baritono, P. Agatensi/chitarra – B. Amaretti/basso – R. Leoncini/batteria.

Domenica 21 giugno, le attività all’aria aperta s’intrecciano alla musica. Alle 9.30 il Trekking, in compagnia del naturalista Eddi Bisulli: passeggiata fino al Santuario di Casticciano attraversando storia e paesaggi naturali locali. Punto d’incontro sarà il Monumento al Vignaiuolo. Alle 10, Cicloturismo – in collaborazione con Anomalo Team: in bicicletta fino al Santuario della Madonna delle Grazie a Casticciano (percorso misto). Punto d’incontro: Piazza della Libertà. Alle 11.15 il concerto dell’Arabella Rustico Duo. Arabella Rustico, giovanissima contrabbassista e compositrice italiana di ultima generazione, oltre ad essere già una presenza stabile nel contesto jazzistico nazionale, non disdegna incursioni nell’universo musicale del pop e del cantautorato, vantando numerose collaborazioni al fianco di autori di spicco della musica leggera italiana come Mario Biondi e Tosca. Classe 2001, Arabella Rustico oltre ad avere un’eccellente formazione musicale è oggi considerata una musicista più che completa sia sul piano strumentale che su quello compositivo, doti che le hanno permesso in brevissimo tempo di affermarsi sulla scena italiana. Per l’occasione accompagnata dal chitarrista e pianista Francesco Faro, anch’egli musicista non ancora trentenne e già stabilmente parte integrante dello stesso quartetto della Rustico, insieme una rilettura personale di standard jazz, arricchita da incursioni nella musica sudamericana — tra classici argentini e brasiliani — e da composizioni originali che fondono influenze jazzistiche e latine. Un viaggio sonoro essenziale e sognante, ma al contempo carico di groove e swing.

Domenica 21 giugno, alle 21, il Drinkin’ Jazz Festival 2026 si chiuderà con il concerto di Mario Venuti & Toni Canto (intero € 20/ridotto € 15). “Mai Come Ieri” è il titolo di un concerto nato dal dialogo continuo tra due chitarre e due voci: un progetto in cui la complicità artistica e umana si traduce in musica autentica ed emozionante. Il duo Mario Venuti e Toni Canto è nato da un’amicizia che dura da oltre quarant’anni, un legame profondo che ha dato vita a numerose esperienze dal vivo e a una lunga collaborazione discografica. A unirli è anche una forte passione per il Brasile e per la musica brasiliana, elemento centrale di un linguaggio sonoro intimo, raffinato e ricco di sfumature. Mario Venuti, cantautore e chitarrista catanese, esordisce negli anni ’80 con i Denovo e dal 1994 porta avanti una prolifica carriera solista. Dopo il successo di Mai come ieri, la partecipazione al Festival di Sanremo e il Premio della Critica vinto nel 2004 con Crudele, ha pubblicato numerosi album e progetti di ricerca. Nel 2024 torna con Tra la carne e il cielo, lavoro che unisce pop, jazz, blues e influenze brasiliane in un sound elegante e internazionale.

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