Le nuove traiettorie del jazz contemporaneo, i maestri europei dell’improvvisazione, i canti afroamericani, i dialoghi radiofonici e una grande Orchestra-Laboratorio: a Pisa, sabato 25 e domenica 26 aprile, il Teatro Sant’Andrea (via del Cuore) ospita la decima edizione di Fonterossa Day(s). Il mini-festival dedicato alle esplorazioni sonore e alle novità discografiche di Fonterossa Records, etichetta indipendente guidata dalla contrabbassista, compositrice e direttrice artistica Silvia Bolognesi, torna con molte novità. Tra i protagonisti internazionali Kirk Knuffke, Zlatko Kaučič, Elisabeth Harnik, in programma anche l’omaggio a Johnny Dyani, figura cardine del jazz sudafricano, e il gran finale con il sound dei trentadue elementi di Fonterossa Open Lab.
Organizzato da Toscana Produzione Musica in collaborazione con Pisa Jazz, con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Toscana e Fondazione CR Firenze, il festival propone un cartellone di cinque concerti e momenti di approfondimento, confermandosi un crocevia vitale per i suoni d’avanguardia a livello europeo.
La manifestazione prenderà il via sabato alle 21.30 con un momento di riflessione guidato da Pino Saulo, storico autore, produttore e conduttore radiofonico, che indagherà il rapporto tra il mezzo radiofonico e la scena musicale nell’incontro “La musica alla radio: diffusione e produzione”. A seguire, il palcoscenico accoglierà il concerto dell’MBIZO Quintet, un progetto dal respiro internazionale nato per omaggiare Johnny Dyani, figura cardine del jazz sudafricano. La formazione, che reinterpreta in chiave contemporanea le composizioni del maestro, vanta una line-up d’eccezione: il cornettista statunitense Kirk Knuffke, il violinista Emanuele Parrini, il sassofonista Pasquale Innarella, la stessa Silvia Bolognesi al contrabbasso ed Ermanno Baron alla batteria.
La seconda giornata, con inizio alle 17.30, si aprirà all’insegna della contaminazione con il chitarrista Nicolò Faraglia, che presenterà “Languages”. Il suo progetto solista, in uscita discografica per Fonterossa, destruttura i confini di genere intrecciando musica contemporanea del Novecento, tradizioni popolari e pura improvvisazione. Alle 18.30 sarà la volta dei Just Shouts (evoluzione degli Young Shouts). Il quartetto, formato da Sigi Beare, Emanuele Marsico, Silvia Bolognesi e Giovanni Nardiello, presenterà la “Suite per Bessie Jones”, un affascinante lavoro di decostruzione e rielaborazione delle traditional folk songs afroamericane portate al successo dalla voce registrata da Alan Lomax. La serata si aprirà poi ai maestri dell’improvvisazione europea (alle 21.00) con il formidabile duo composto dal percussionista sloveno Zlatko Kaučič e dalla pianista austriaca Elisabeth Harnik. Kaučič è una delle figure di riferimento della scena jazz e della musica improvvisata europea, con oltre quarant’anni di carriera, numerose collaborazioni internazionali e più di 60 incisioni discografiche. Elisabeth Harnik ha sviluppato un linguaggio personale che unisce composizione e improvvisazione. Il loro dialogo sonoro, documentato nel disco One Foot in the Air (2022), è un incontro materico e radicale tra batteria, oggetti non convenzionali e pianoforte preparato.
A chiudere la decima edizione sarà alle 22.00 il trascinante concerto del Fonterossa Open Lab, l’orchestra-laboratorio composta quest’anno da ben trentadue elementi. Frutto di un percorso formativo di cinque mesi dedicato allo sviluppo della creatività non convenzionale – e interamente gratuito per gli studenti – ha portato alla formazione di una ensemble che si esibirà sotto la direzione congiunta di cinque maestri dell’improvvisazione: Pasquale Innarella, Kirk Knuffke, Francesco Giomi, Zlatko Kaučič e Silvia Bolognesi. Un trionfo di conduction e partiture grafiche che incarna l’essenza stessa della filosofia Fonterossa.
L’Orchestra è formata da: Federica Cesano, Stefano Bartali, Marina Ghiaccio: voce/ Giulia Galliani: elettronica, voce/Lorenzo Del Grande: flauto/ Federica Ceccherini, Cosimo Gallone: clarinetto/ Icilio Lanini: clarinetto, cl.basso/ Iolanda Strozza: violino/ Camilla Badessi, Eufemia Mascolo contrabbasso/ Elisabetta Stanghellini: arpa/ Neri Pollastri: Sax soprano/ Chiara Lonati, Viola Massa, Alessandro Deiana: Sax alto / Giorgio Gatto, Mattia Carnasciali: sax tenore/ Chiara Martelli, Orsimari Aleandro: Sax baritono / Valerio Melani trombone / Marco Iacoboni, Francesco Cecchetti: tromba / Tommaso Mangani: pianoforte / Francesca Marchetti: pianoforte, voce / Alessandro Ottaviani: fisarmonica / Maurizio De Gennaro,Martino Rappelli, Andrea Port: chitarra / Leonardo Barbierato: basso elettrico / Leonardo Ciupi, Filippo Zappa: batteria.
Dichiara Francesco Mariotti, co-direttore artistico di Toscana Produzione Musica: «Raggiungere la decima edizione del Fonterossa Day rappresenta un traguardo significativo, ma soprattutto la conferma della solidità di un percorso costruito nel tempo con passione, visione e coerenza. In questi dieci anni, insieme a Silvia Bolognesi, abbiamo lavorato per dare forma a un progetto capace di sostenere e valorizzare la musica contemporanea e l’improvvisazione, creando uno spazio reale di incontro tra artisti, studenti e pubblico. Il Fonterossa Day è cresciuto anno dopo anno, mantenendo sempre una forte identità e aprendosi al dialogo internazionale, diventando un punto di riferimento per la ricerca musicale e la sperimentazione. Questo risultato è frutto di una collaborazione profonda tra Toscana Produzione Musica e Fonterossa Records, ma anche di una comunità artistica che ha creduto nel progetto fin dall’inizio.»
«Quando abbiamo iniziato questo percorso, né io né Francesco Mariotti credevamo possibile raggiungere un simile traguardo. Questi sono stati 10 anni in continuo crescendo: abbiamo creato uno spazio musicale unito, che mette insieme studenti e docenti, ragazzi e professionisti. L’obiettivo, per il futuro, resta quello di continuare a scattare una fotografia della musica creativa italiana, interagendo con artisti stranieri. In un momento difficile come quello che viviamo a livello internazionale, la musica resta senza confini. Va oltre lingue, religioni e politica, diventando un grande spazio di unione. Quest’anno poi l’evento cade il 25 aprile e per noi sarà ancora più bello celebrarlo: la musica è libertà», conclude Silvia Bolognesi.
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