John Scofield & Gerald Clayton @ Pesto Music Festival, Genova

John Scofield: chitarra
Gerald Clayton: pianoforte

Genova – 7.5.2026

Foto: Archivio Fabio Ciminiera

Il “Pesto music festival” è una rassegna nuova di zecca che offre quattro appuntamenti a Genova con il jazz internazionale. Dopo le esibizioni del trio di Steve Gadd e del quartetto di Peter Erskine, il 7 maggio è la volta del duo John Scofield-Gerald Clayton. I due si conoscono bene, avendo inciso in quartetto e portato in tour la loro musica per il mondo. In coppia, qualche giorno prima che in Liguria, hanno ottenuto un notevole successo al Torino jazz festival, nella serata conclusiva della stessa manifestazione piemontese.

Il Teatro della Gioventù è gremito, quando entrano in scena i due musicisti. Scofield presenta i vari pezzi in scaletta con sobria spigliatezza e senso dell’ironia. Il repertorio scelto parte da un omaggio a Miles Davis per arrivare ad un classico del blues, transitando per qualche divagazione nel pop e pescando nella produzione originale. C’è una certa varietà di generi, evocati e riletti dal duo, cioè, omologati da un equivalente modo di interpretazione di autori e di stili differenti. Scofield lavora parecchio sulla modulazione del suono, passando dall’acustico all’elettrico, fra una sequenza e l’altra, con un idioma che si piega verso il country-blues per impennarsi, successivamente, verso il soft-rock. Nel fraseggio è particolarmente legato ai classici nelle parentesi bop, e fa vibrare melodicamente lo strumento nelle ballad.

Clayton è pronto in ogni situazione a fare sfoggio di un tocco personale, ricco di nuances, e di un fraseggio ben calibrato. Nei soli, il pianista sa sviluppare la storia imbastita con il partner, privilegiando armonizzazioni fluide, morbidamente caratterizzate. C’è un’energia sotterranea nel suo eloquio, che non invade mai il campo del più esperto compagno di viaggio. Si va avanti così per circa 90 minuti, offrendo l’immagine di un jazz bene arrangiato, proposto con un linguaggio modernamente attrezzato, dai toni concilianti ma non monocordi. Il pubblico riserva calorosi applausi alla conclusione del concerto, replicati alla fine del blues, eseguito come bis, richiesto a gran voce dagli spettatori.

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