Filippo Bianchini 4et – Mood Indigo

Filippo Bianchini: sax tenore, composizioni
Nicola Andrioli:  pianoforte
Igor Spallati: contrabbasso
Armando Luongo: batteria

Fever Music – 2026

Un disco dall’impatto folgorante questo nuovo lavoro di Filippo Bianchini. Una musica la sua che coinvolge, trascina e ammalia. Un sound moderno ma saldamente legato alla tradizione afroamericana, forte anche di una particolare vena melodica che rende ogni singola composizione una storia a sè e allo stesso tempo parte integrante di un progetto riuscito e piacevole all’ascolto. Bianchini è alla guida di un quartetto dalla fisionomia e stile ben definito dotato di un interplay che funziona perfettamente e una sintonia da veterani che gli permettono di navigare tra i misteri dell’improvvisazione e gli scogli della scrittura. I tre, Nicola Andrioli al pianoforte, Igor Spallati al contrabbasso e Armando Luongo alla batteria, reggono le sorti del sassofonista. Sono musicisti che hanno fatto o stanno facendo esperienza in Europa, assimilando altre culture musicali, stili e arricchendo la tavolozza sonora e armonica della loro musica. Anche lo stesso Bianchini, romano d’adozione e appassionato di Massimo Urbani, ha fatto esperienze musicali fuori dall’Italia in Belgio e Olanda. Questa sua aderenza alla tradizione la si trova anche nel titolo del disco, che sarebbe Mood Indigo di Ellington. La title track, melodica, rilassata e appassionata, è anche l’unica cover del progetto discografico. Bianchini, che è l’autore di sei delle sette composizioni presenti in Mood Indigo, lascia alla voce da fanciullo del figlio il la al primo pezzo intitolato Jerry Potato. Quella vocina infantile fa da contrasto alla vigoria di un brano diretto, incalzante e melodico, tutte caratteristiche tipiche della musica del sassofonista. La sua musica non è scontata, riserva sempre delle piacevoli sorprese. Varia nelle dinamiche restando sempre fedele alla sua grammatica creativa. Si ascolti Every 3 Hours o l’intensa ballad Trasloco. Invece To DS lo dedica al sassofonista Dayna Stephens e lo fa ispirandosi al modo di essere ed esprimersi del jazzista americano. Poi arriva il funky di Twist e si scatena il divertimento e lo stimolo al ballo. In questo viaggio variegato Bianchini inserisce anche un pezzo dall’andamento circolare, pittorico e colorato a cui da il titolo di Dedo & Utrillo che poi sta per Amedeo Modigliani e Maurice Utrillo. Insomma l’arte al servizio della musica e della bellezza.


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