Un programma dalla forte connotazione transnazionale e gender balanced che vede coinvolti cinquanta artiste e artisti provenienti da tutto il mondo, tra lecture performance, live e dj set, workshop e progetti transdisciplinari che intrecciano ricerca sonora, teatro, arti visive, pratiche di danza e club culture. La quindicesima edizione di Electropark, festival multidisciplinare di musica elettronica e arti performative, si articola nell’arco di un mese, da venerdì 5 giugno a domenica 5 luglio 2026, con eventi distribuiti in diversi luoghi della città e il coinvolgimento di una rete di spazi culturali genovesi. Il tema di quest’anno, “Outer Space”, ispirato al film “Space is the Place” di Sun Ra, è il filo conduttore di questa edizione e propone lo spazio come luogo di incontro tra musica, corpi e immaginari culturali.
I nomi annunciati finora in line up sono: Cherish Menzo, Moor Mother, Mc Yallah & Debmaster, De Schuurman, Omì, Justin Randolph Thompson, Turbolenta, Mabel Dj, Henry Rodríguez, Elias Klark, lowkolos, Liryc Dela Cruz & Il Mio Filippino Collective, Federica Loredan, randomplay, Dean Bowen, HHY & The Kampala Unit, mad miran, Makimakkuk, Corps Citoyen, QUE DJ, Faustin, Luzai, Double Drop, Azzi On The Beat, Sockslove, il collettivo CRUNCH con i dj 5how e IMD e Amber Docters van Leeuwen.
La programmazione include anche alcune prime nazionali e riunisce artiste e artisti provenienti da 25 paesi, tra cui Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Belgio, Germania, Stati Uniti, Kenya, Uganda, Camerun, Tunisia, Sudafrica, Mozambico, Ecuador, Cuba, Cipro, Turchia e Palestina. Il festival assume così una dimensione transnazionale, mettendo in relazione pratiche artistiche sviluppate in contesti e geografie differenti, in un dialogo che attraversa scene e comunità diverse.
«Tra le artiste e gli artisti presenti in line up – spiegano Alessandro Mazzone, Anna Daneri e Silvia Nocentini della direzione artistica del festival – siamo felici di presentare a Electropark tre artiste provenienti da contesti differenti ma di uguale potenza per il panorama culturale e sociale, simbolo di autodeterminazione Afro futurista attraverso espressioni artistiche e storie diverse che abbracciano più generazioni: Moor Mother, artista poliedrica statunitense che porta sul palco insieme a tre musicisti una performance sonora profonda e sorprendente; Cherish Menzo, coreografa olandese che presenta una performance di danza molto acclamata negli ultimi anni; MC Yallah, rapper che rappresenta la scena ugandese Nyege Nyege, live con il producer tedesco Debmaster».
Artisti e artiste di scene diverse che rientrano in un’ampia cornice di programmazione artistica transdisciplinare: «La line up – continuano Mazzone, Daneri e Nocentini – è frutto di un lavoro di rete internazionale che portiamo avanti da diversi anni e che quest’anno ci permette di accogliere, oltre alle proposte dall’Amsterdam Fringe Festival con Elias Klark, Henry Rodriguez e Amber Docters van Leeuwen, anche nomi di punta della club culture dei Paesi Bassi come mad miran, De Schuurman e Faustin: tutti affrontano tematiche diasporiche con uno sguardo sempre rivolto alla transnazionalità».
Lo sguardo di Electropark si spinge poi oltre i confini europei: «Con la stessa logica – proseguono – abbiamo lavorato per espandere il cartellone: dalla Nigeria Azzi on the Beat, stella nascente e performer di musica elettronica live, e dal Sudafrica Que DJ, uno dei pionieri e fondatori del Gqom, sound che nasce dai landscape urbani e del porto di Durban, entrambi per la prima volta in Italia. A completare questo mosaico e pluralità multiculturali, ritroviamo anche la co-produzione Crossbeats che richiama la cultura della Timbila mozambicana, e la cantante e producer palestinese Makimakkuk, invitata per rappresentare e dare voce alle urgenze dei nostri giorni. La dimensione transnazionale del festival emerge proprio attraverso la presenza di interpreti di questo calibro, che trovano qui uno spazio condiviso di incontro tra esperienze e immaginari differenti, in sintonia con il tema di quest’anno, “Outer Space”, che immagina il margine da diverse geografie e latitudini come potenziale e luogo di attraversamento tra corpi, suoni e culture».
Electropark 2026 prende il via da venerdì 5 a domenica 7 giugno in più spazi del centro storico genovese, tra cui il Chiostro di Sant’Andrea (Casa di Colombo), il Luzzati Lab e il Teatro della Tosse con le sale Trionfo e Campana, il foyer Tonino Conte e La Claque. Domenica 14 giugno Electropark si sposta al Teatrino di Palazzo Ducale, mentre mercoledì 18 giugno torna a La Claque. Giovedì 2 luglio fa tappa al Galata Museo del Mare, in Terrazza Mirador. Venerdì 3 luglio gli eventi si sviluppano tra il Mercato della Darsena e il Menodue Club, location anche della programmazione di sabato 4 luglio, affiancata da un appuntamento che sarà svelato nelle prossime settimane. A calare il sipario sull’edizione 2026 di Electropark è il closing party di domenica 5 luglio al Bonfim Club di Genova Nervi.
Venerdì 5 giugno, Dean Bowen, poeta, performer e autore olandese, vincitore del Van Dale Spoken Award e del Johnny van Doorn Award presenta alle ore 19 nel foyer Tonino Conte del Teatro della Tosse “The InBetween”. La lecture performance utilizza linguaggio, voce e scrittura per esplorare il concetto di “inbetween”, definito dall’artista come uno spazio in cui l’identità non è fissa ma si configura come una fluttuazione di voci, forme e relazioni.
Tra gli highlight della giornata di venerdì Cherish Menzo, coreografa olandese originaria del Suriname presenta “Darkmatter”, un lavoro che mette al centro il corpo nero e gli stereotipi che lo attraversano. La performance, in scena alle 20.15 in Sala Trionfo al Teatro della Tosse, è accompagnata dalle voci distorte del Distorted Rap Choir. “Darkmatter”, ha ricevuto il Bank Theater Prize e il Dutch Drama Jury Prize per la miglior regia nel 2023.
Alle 22.30 la Sala Campana, sempre a Teatro della Tosse, accoglie lowkolos, artista e producer turco residente ad Amsterdam che presenta, “there is no harmony”, progetto sviluppato con l’artista e scenografa Allison Wright che combina musica elettronica, visual audio-reattivi e proiezioni su pellicole olografiche stratificate.
A mezzanotte, a La Claque, si esibisce anche la cantante e producer Luzai, artista di nuova generazione italo-camerunense residente a Milano, che presenta un live tra avant-pop ed elettronica sperimentale in cui suono, scrittura e presenza scenica si intrecciano in una performance immersiva, influenzata dalla ball culture e attraversata da temi legati all’identità e alla memoria.
Sempre nella stessa location, a chiudere la prima giornata del festival, all’1.30 di notte, arriva dall’Uganda HHY & The Kampala Unit, progetto di Jonathan Uliel Saldanha con la trombettista Florence Nandawula. Il gruppo porta un live che intreccia dub, techno e percussioni in composizioni ad alta intensità ritmica.
Sabato 6 giugno, alle 10.30 apre la giornata Federica Loredan, coreografa e body musician attiva nella scena hip hop italiana da oltre vent’anni che conduce nella Sala Campana il workshop/performance “Dal margine alla soglia”, prodotto dal Teatro della Tosse.
Torna a Electropark l’artista e regista Liryc Dela Cruz & Il Mio Filippino Collective con la prima nazionale di “Piging”, una performance durazionale e cucina partecipativa, ispirata alla tradizione filippina della fiesta. L’appuntamento è alle 13.30 ai Luzzati Lab: lo spazio si trasforma in una cucina collettiva, in cui il pubblico partecipa alla preparazione e alla condivisione del pasto attraverso il kamayan, il modo tradizionale di mangiare con le mani.
Justin Randolph Thompson, in collaborazione con il danzatore cubano Ernes Amores Guerra, presenta “Il peso non mi sarà grave”, produzione Teatro della Tosse. Attraverso corpo, voce e gesto, mette in relazione la figura di Cristoforo Colombo, il racconto epico dell’Eneide e le diverse memorie storiche legate all’area della cosiddetta Casa di Colombo a Genova, luogo in cui oggi è presente il Chiostro di Sant’Andrea e dove la performance va in scena alle ore 19.
Segue alle 21 a La Claque Moor Mother, musicista, poetessa e attivista statunitense tra le voci più radicali della scena contemporanea, che porta “Shinkolobwe”, performance sonora presentata lo scorso anno in prima assoluta alla Biennale di Venezia. Il lavoro, realizzato con Aquiles Navarro, Hamid Drake e Pasquale Mirra, attraversa elettronica, spoken word e materiali d’archivio per riflettere sulla storia coloniale del Congo e sul presente neocoloniale legato all’estrazione dell’uranio.
Il programma di domenica 7 giugno prende il via con la prima nazionale di “Pulling Scales” di Henry Rodríguez, artista cubano residente nei Paesi Bassi e fondatore della compagnia Goyes’ka. La performance, vincitrice del Fringe at Best Award all’Amsterdam Fringe Festival del 2025, è in programma alle 19 in Sala Campana al Teatro della Tosse e mette in scena una presenza indefinita attraversata dal desiderio del cambiamento.
Segue alle 19.45, nello stesso luogo, la prima italiana di “The New Buffer Zone” del danzatore e artista performativo residente tra Paesi Bassi e Cipro Elias Klark: un lavoro ispirato alla buffer zone che divide l’isola dal 1974 e presentato all’Amsterdam Fringe Festival.
Chiude la prima domenica del festival Omì con “Nine Night II”, performance solista prodotta da Centrale Fies e ispirata a una tradizione funeraria caraibica composta da nove notti di lutto e celebrazione. In programma alle 21 a La Claque, il lavoro attraversa musica, narrazione e riflessione su memoria e identità afro-diasporica.
Domenica 14 giugno, dalle 18 alle 22, al Teatrino di Palazzo Ducale e in collaborazione con il Conservatorio Niccolò Paganini, Amber Docters van Leeuwen presenta “Moving Narrative”, performance di teatro documentario sull’adozione internazionale. Amber Docters van Leeuwen è una compositrice e artista multimediale la cui pratica intreccia suono, documentario ed elementi teatrali. Questo lavoro nasce dall’incontro dell’artista con il padre biologico e mette in relazione tre generazioni della sua famiglia, costruendo in scena un paesaggio sonoro immersivo tra voci, registrazioni e composizione musicale che dà forma a un racconto intimo tra memoria e identità.
Giovedì 2 luglio, alle 21 la Terrazza Mirador del Galata Museo del Mare ospita Corps Citoyen, collettivo multidisciplinare che presenta “Barrani” (in arabo tunisino “straniero”), una performance tra danza, teatro e ricerca che indaga l’esperienza migratoria e la condizione diasporica. Segue alle 22.30 Makimakkuk, artista e producer palestinese, che porta un live capace di combinare il sound dal patrimonio tradizionale della sua terra con rap, canto e spoken word. Il suo lavoro intreccia influenze hip-hop, elettroniche e sperimentali, intrecciando identità, memoria e contesto culturale in una narrazione sonora personale e politica.
Venerdì 3 luglio, dalle 19 il Mercato della Darsena ospita CRUNCH, format di elettronica genovese fondato da 5how, dj e produttore attivo sulla scena locale con un sound che si muove tra house, UK garage, drum’n’bass, sound latini e crossover anni 2000. Nato come collettivo di artisti musicali e visivi, CRUNCH ha animato negli anni diversi spazi della città, condividendo la console con artisti come okgiorgio. Per Electropark 2026 il format vede in console prima 5how e, a seguire, IMD, dj e produttore genovese già parte del collettivo, con una selezione elegante tra house e UK garage.
In line-up anche Turbolenta, artista e dj con base a Milano che porta nei club sonorità nordafricane e arabe rielaborate in chiave elettronica, e Mabel Dj, dj ecuadoriana attiva tra Genova e diverse città italiane con un sound afro-urban pensato per tenere caldo il dancefloor. Entrambe le dj si esibiscono venerdì 3 luglio dalle 20.30 al Mercato della Darsena.
La programmazione prosegue al Menodue Club con Double Drop da mezzanotte, tra le figure di spicco della scena afro house e afro tech dal Mozambico, che porta a Electropark un dj set in cui sonorità afro-elettroniche, ritmi del sud-est africano e club culture contemporanea si intrecciano in una dimensione internazionale.
Segue all’1.30 QUE DJ, producer sudafricano e figura chiave nella diffusione globale del gqom, già parte dei Distruction Boyz, il suo successo “Wololo” è incluso nella colonna sonora del film Marvel Black Panter. A Electropark presenta per la prima volta in Italia un set ad alta intensità che attraversa broken beats e bassi profondi.
Chiude la notte, dalle 3.30, la prima italiana di Azzi On The Beat, artista multidisciplinare originario di Lagos che unisce danza, produzione musicale e ricerca culturale in un set che fonde Nigerian Street Beat, soul e musica tradizionale africana con sonorità elettroniche contemporanee.
Sabato 4 luglio, da mezzanotte in console al Menodue Club Faustin, artista e ricercatore olandese/antillano che utilizza il suono per esplorare le complessità dell’identità, costruendo dj set tra sonorità percussive ed estetica futuristica, che attraversano diversi generi e sviluppano una dimensione narrativa sul dancefloor.
Presenti in line-up anche Mc Yallah & Debmaster, in console dalle 2 al Menodue Club. La prima, di origine keniana ma cresciuta a Kampala, è una delle voci più riconoscibili della scena Nyege Nyege, mentre Debmaster, producer francese con base a Berlino, è tra gli autori delle uscite dell’etichetta Hakuna Kulala con cui collabora dal 2018. Il loro album Kubali è stato inserito tra i 50 migliori dischi del 2019 dalla rivista britannica The Wire, tra le principali pubblicazioni internazionali dedicate alla musica sperimentale.
Chiude la giornata il dj set di De Schuurman, produttore e dj della scena underground olandese che ha contribuito a lanciare il bubbling, un genere “turbocharged” che ha radici nelle comunità olandesi-caraibiche e che unisce un’elettronica cruda con l’energia della dancehall. In console dalle 3 al Menodue Club.
Domenica 5 luglio, l’edizione 2026 di Electropark Festival si chiude al Bonfim Club con un programma diurno di dj set: alle 15 SocksLove, dj e producer, fondatore di Radio Brioschi e connoisseur queer dell’elettronica dal sound versatile; alle 17 mad miran, protagonista della scena underground olandese con set imprevedibili ed energici legati alla cultura rave; e dalle 20 randomplay, progetto musicale della dj e curatrice genovese Francesca Fava, che attraversa generi e atmosfere differenti.
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