JAZZaltro 2026

Scatterà domenica 21 giugno la XVII edizione di JAZZaltro, la manifestazione che dal 2010 porta i suoni e le musiche del mondo tra le province di Varese e Milano.

L’ingresso è libero per tutti gli eventi con libera donazione. Il programma è online su jazzaltro.it

L’evento di apertura della nuova edizione, come sempre curata dal direttore artistico Mario Caccia, patron della casa discografica Abeat Records, è in programma in uno dei luoghi più affascinanti della Valle Olona, ovvero l’approdo Calipolis del Parco del Medio Olona, nel comune di Fagnano Olona (Va), ed è fissato alle ore 6: un concerto all’alba, immersi nella natura, in un ambiente strappato all’abbandono, per salutare l’arrivo di nuovo giorno cullati dalle musiche della vocalist Sonia Spinello e del polistrumentista di origine siriana Ashti Abdo. I due porteranno in scena il progetto Zimanê Sînoran, che significa “linguaggio dei confini” e che è un invito a esplorare la ricchezza delle tradizioni musicali del mondo, una combinazione fra jazz e world music, fra suoni ancestrali e innovazione. La vocalità di Sonia Spinello si fonde con gli strumenti di Ashti Abdo, creando un dialogo profondo e commovente, che invita all’ascolto partecipe e alla riflessione, oltre i confini del tempo, dello spazio e delle convenzioni.

Subito dopo il concerto è previsto, per chi lo desidera, una seduta di pratica Hatha Yoga del mattino a cura di Claudia Berti. Si consiglia, quindi, di portare con sé un tappetino, un cuscino o una coperta. Poi ci sarà la possibilità di fare colazione presso il chiosco-bar della struttura.

Dopo il live inaugurale, JAZZaltro proseguirà con una decina di appuntamenti all’insegna della musica di qualità fino al prossimo settembre, con grandi nomi della scena italiana e internazionale (dai pianisti Enrico Pieranunzi e Michele Fazio ai Gaia Cuatro, dai Sugarpie & The Candymen a Vik & The Doctors of Jive, solo per citarne alcuni) e nomi emergenti del panorama nazionale come il chitarrista Luca Falomi e il pianista Francesco Schepisi.

Afferma Mario Caccia, l’ideatore della rassegna la cui parola chiave quest’anno è Hope, speranza: «Da sempre JAZZaltro prova ad abbattere confini, attraversare differenze, creare connessioni dove il mondo sembra alzare muri. Perché la musica è uno strumento potentissimo e nelle mani di chi la usa con autenticità può generare piccoli miracoli. Può trasformare la distanza in ascolto, l’estraneità in presenza, il dolore in possibilità di condivisione. Nella forma più nobile dello stare insieme nasce la resilienza. E la speranza, in fondo, nelle religioni così come nelle culture non è quasi mai evasione o illusione: è la capacità di permanere dentro la fragilità senza esserne travolti. È resistenza al dolore, fedeltà all’umano, volontà di continuare a cercarsi anche quando tutto spinge alla separazione. La musica non salva il mondo. Ma può salvarci dall’indifferenza. Può ricordarci che esiste ancora un linguaggio comune capace di attraversare confini geografici, sociali, culturali ed emotivi. E ogni volta che un pubblico ascolta insieme, ogni volta che un artista condivide il proprio respiro con altri esseri umani, accade qualcosa di semplice e radicale: si costruisce una comunità, anche solo per una sera».

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