Alberto Mandarini: tromba, flicorno
Maurizio Brunod: chitarra
Giovanni Maier: contrabbasso
Massimo Barbiero: batteria, percussioni
ospite:
Gianluigi Trovesi: sax alto, clarinetto alto
Dodicilune Dischi – Ed621 – 2026
Con Elpida, dea greca della fortuna, Barbiero e soci aggiungono un prezioso tassello alla loro, assai ricca, produzione. È questa la registrazione di un ottimo concerto, entusiasmante in alcuni passaggi, tenutosi lo scorso dicembre all’Hotel Billia di Saint Vincent; qui al quartetto storico si aggiungono il contralto e il clarinetto basso di Gianluigi Trovesi ossia uno dei più autorevoli ed originali musicisti europei dell’ultimo mezzo secolo. Con Gaslini, a cavallo tra i ’70 e gli ’80, lo ricordiamo, con grande piacere, tra i primi a coniugare felicemente la matrice afroamericana con la musica eurocolta o popolare europea, pensiamo ai saltarelli e alle danze rinascimentali. L’arguzia e l’ironia taglienti hanno sempre accompagnato il suo fare musica e quando leggiamo Noparietto, tra i brani in scaletta, siamo quasi certi che la firma sia la sua. L’incisione, pubblicata dalla benemerita Dodicilune, fa seguito a una serie di altre autoprodotte a conferma dell’integrità, del rigore, della determinazione e della dedizione di Massimo Barbiero. In questo riuscitissimo concerto ritroviamo alcuni standard della formazione: Aquarius, 7/13, Enten Eller, Sud, con una quinta voce che pare voler sparigliare le carte cercando di innervarli di un’energia diversa. Nei due brani a firma Mandarini, 7/13 e Alcides Mood, dove le coordinate musicali sono più scoperte ed evidenti i rimandi ad un free di sapore ornettiano, troviamo un Trovesi in maggior sintonia e più libero di esprimere la grande, inesausta energia, sorretta da una tecnica superba e da una solidissima cultura musicale. L’atmosfera notturna e il grande, inarrivabile interplay dominano l’iniziale Boule de Suif. Una quiete malinconica, una melodia semplice e originale sono lo scheletro di brano autunnale di non immediata decodificazione, illuminato da un lirico assolo di Mandarini. In 7/13, l’ampia introduzione di Barbiero, con i prediletti mallets, ribadisce l’originale approccio percussivo con grande attenzione alle dinamiche e ai timbri; segue il tema ornettiano e un assolo energetico di Brunod che porta ad un nuovo tema. Raggiunto il climax, il brano si spegne per ripartire dal silenzio con un calmo, lirico duo contrabbasso/tromba sordinata, poi Trovesi e Barbiero entrano in sordina per ritagliarsi lo spazio d’un nuovo duo contralto/percussioni. Torna il tema a chiusa di un brano magnificamente costruito ed eseguito, forse una delle cose migliori di una delle migliori formazioni in attività, in Europa, qui energizzata da un Trovesi in grande forma. Segnaliamo infine il conclusivo Sud, brano “storico” per gli Enten Eller, in un album da ascoltare e riascoltare nella sua interezza, per poterne apprezzare il costante lirismo e scoprire le tante raffinatezze.
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