Christian McBride: contrabbasso
Julian Lage: chitarra
Isola di San Biagio, Manerba del Garda (BS) – 12.7.2026
Foto: Patrizia Bonatti
Che cosa capita se uniamo il jazz e la natura, cioè lo ricollochiamo in un contesto naturale che ne permetta una fruizione più immediata e diretta? La risposta è contenuta nel Minerva Musicae Festival che dal 12 al 25 Luglio a Manerba del Garda (BS) si occuperà di proporre, in una serie di contesti naturali affascinanti, quanto di meglio il jazz interazionale sa offrire.
Il cartellone si apre con un duo d’eccezione, il contrabbassista Christian McBride e il chitarrista Julian Lage in una location a dir poco meravigliosa: l’isola di san Biagio, o isola dei Conigli, di fronte a Manerba del Garda.
Una perfetta macchina organizzativa trasporta e accoglie gli spettatori sull’isola, in un paesaggio incontaminato, proponendo anche la stimolante mostra fotografica “Il jazz sotto le stelle” a cura di Luciano Rossetti.
Il palco ha una scenografia perfetta, non servono luci particolari o artifici, la bellezza della vegetazione fa tutto il resto, con il lago che si staglia all’orizzonte e a destra, sulla terraferma, la Rocca di Manerba.
I due artisti non si sono mai incontrati ma iniziano con generosa energia imbastendo una serie di brani originali e alcuni standard.
McBride sa unire intensità e vigore ad ogni nota, ha una cavata potente e una naturale intonazione, è dotato, inoltre, di una innata predisposizione al melodismo. Lage è provvisto di una immediatezza incredibile, il chitarrista californiano si muove con una facilità strabiliante tra suggestioni non solo esclusivamente jazzistiche.
Con Emily, standard di Johnny Mandel, da ricordare l’indimenticabile versione di Bill Evans, il concerto entra nel vivo, il tema inconfondibile acquista efficacia e Lage gli infonde una nota di malinconia ulteriore. L’interplay è magico tra i due: il contrabbassista incalza Lage che risponde a tono.
Il timbro di McBride è pieno, corposo, rotondo e fa gioire gli spettatori nell’introduzione di Monk’s Dream, contrabbasso e chitarra colloquiano, uno interpella e l’altro risponde, Lage è fornito di un timbro maturo e di uno stile autonomo.
Star-Crossed Lovers, standard di Ellington/Strayhorn, è una ballad che sa combinare gioia e mestizia allo stesso tempo, McBride sfoggia un incantevole assolo con l’archetto.
Con Wail, brano bebop, lo swing si fa sentire i due si intendono a meraviglia instillando gioia a più non posso concentrandosi sulla velocità e sulla dinamica.
Per tutti i presenti è stata una mirabile serata e siamo certi che, anche per i due musicisti, l’incontro in una dimensione cosi inedita e suggestiva abbia influenzato la notevole performance, visto che il jazz si nutre dell’influenza del momento, dell’energia del pubblico e dell’aura della serata.
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