Chiara Orlando – Who are You?

Chiara Orlando: voce, tromba, flicorno
Greg Burk: pianoforte, Fender Rhodes
Pietro Ciancaglini: contrabbasso, basso elettrico, pianoforte
Lorenzo Tucci: batteria
ospite:
Fabio Zeppetella: chitarra

Filibusta Records – 2025

La poetessa Emily Dickinson è una fonte inesauribile di ispirazione nei diversi campi dell’arte. Nel nostro caso si tratta di quello jazz. La cantante, trombettista e compositrice Chiara Orlando ci ha costruito un disco. Who are You?, questo è il nome del disco, pone anche una domanda emblematica ed esistenziale. È una domanda che si faceva la Dickinson e che in questo caso si pone anche la Orlando. Lei stessa ha creato la musica e gli arrangiamenti mettendo in piedi un disco progettuale molto interessante e ben costruito. Le sono accanto musicisti come Pietro Ciancaglini, Lorenzo Tucci, Fabio Zeppetella e Greg Burk. Il jazz suonato riproduce i canoni tradizionali contemporanei con una forte impronta melodica e richiami post bop. La Orlando canta in maniera ispirata, modula e varia la tensione a seconda del contenuto testuale dickensiano e la dinamica dei singoli pezzi. Mette in mostra le sue capacità canore anche usando in maniera moderna lo scat. Il risultato è una musica fresca, viva che sprizza ottimismo e colori anche dove alcuni testi raccontano altro. I musicisti che l’accompagnano sono di statura e il loro contributo alla musica non è solo fondamentale ma imprime quel quid in più che rende il disco accattivante e godibile all’ascolto. Crediamo che non sia un caso se il disco si apre con Life, un pezzo che da spazio alla riflessione. Forces invece è più dinamico, reattivo nell’azione prepotente di basso e batteria sulle quali si libra gentile la voce della Orlando. In Hope l’aria diventa misterica e spiritualmente laica mentre nella title track veleggia la cantante alla tromba in dialogo sovrapposto con la sua voce. Un pezzo in cui il tema non viene urlato ma che comunque assurge e si dipana con vitale importanza. In Peninsula trova dimora un senso di riflessione collettiva e quiete spirituale attraverso un dialogo di forte lirismo tra chitarra e tromba. Delight Or Pain, ovvero il piacere del dolore o di una emotiva gioia? Eternity è il pezzo più profondo del disco, dove interiorità e spiritualità si incontrano e attendono in laica religiosità. In White dress le due voci si parlano, tromba e voce, attraverso un percorso intimo e personale. Nature e Melody for Emily sono i due passaggi finali di un disco pensato come un poema che attraverso il jazz racconta di sentimenti profondi e anime lacerate.


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