Paolo Fresu & Omar Sosa - Eros PDF Stampa E-mail
Scritto da Flavio Caprera   
Sabato 10 Settembre 2016 00:00


Paolo Fresu & Omar Sosa - Eros

Tuk Music - 2016

Paolo Fresu: tromba, flicorno, multi effects, percussioni
Omar Sosa: pianoforte, fender, effetti elettronici, voce, percussioni
Natacha Atlas: voce
Jaques Morelenbaum: violoncello
Quartetto Alborada


«Questo, forse, è il mio disco meno jazz di tutti...»
Sono le parole di Paolo Fresu durante la presentazione di Eros presso Buscemi Dischi a Milano. Indubbiamente non possiamo dargli torto, ma è anche difficile circoscriverlo a un genere particolare, che sia world o jazz, o quant'altro. Eros, per molti aspetti, trascende i diversi generi, perché è un progetto che si affida alla passione e a tutte le sue declinazioni possibili, senza trascurare le implicazioni spirituali e religiose (La Llamada). Il premiato duo Fresu/Sosa che nel precedente e fortunato disco aveva trattato l'Alma, qui cresce ulteriormente dal punto di vista progettuale e musicale riconfermando Jaques Morelenbaum e aggiungendovi la sensuale ed arcaica voce di Natacha Atlas, che si supera nel cammeo arabo di Teardrop dei Massive Attack, e le corde del Quartetto Alborada. What Lies Ahead invece è una concessione di Peter Gabriel che Fresu omaggia con gran classe e raffinato spirito interpretativo.
Ma è tutto il disco ad avere un sapore particolare, un qualcosa che sta a metà strada tra il materiale e l'etereo, sospeso a mezz'aria, raggiungibile ma con difficoltà, così come è l'oscuro ed enigmatico mondo che circonda l'eros. In questo Fresu e Sosa sono stati bravi: trasporre in musica tensioni e pulsioni che spesso superano la condizione fisica per essere spirituali e immaginate (My Soul, My Spirit). Il connubio tra elettronica e strumenti "tradizionali” funziona perfettamente, senza intaccare lirismo e poetica narrativa (Sensuousness). Le voci si assommano diventando un insieme compatto di tante espressioni che si muovono all'unisono (Brezza del Verano).
L'apporto tecnico di Stefano Amerio, una sorta di musicista in più, definisce e amplifica spazi e aree sonore. Insomma Eros è un disco di notevole qualità, dove, in questo caso, le definizioni di genere si perdono o si annullano di fronte al termine Musica con la maiuscola.

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