"Uneven", irregolare, asimmetrico. Questo è il titolo della decima opera di Stefania Tallini, pubblicata da Alfamusic nel 2020.
La pianista romana, qui in trio con Matteo Bortone al contrabbasso e Gregory Hutchinson alla batteria, esplora, nelle dodici tracce generose, il crinale degli opposti. Dieci i brani originali, con le cover di
Inutil Paesagem e
The Nearness Of You.
Padronanza tecnica e solidità espressiva della leader e dei suoi compagni di viaggio esprimono una ricerca avvolgente, mai leziosa e compiaciuta.
La track list scorre, dall'etereo e struggente brano d'apertura
A Twin Thought al successivo
Uneven, nei bagliori coinvolgenti del chiaroscuro. Del doppio. Sé e altro da sé.
Nel primo, scrittura e recitazione in punta di penna di Stefania Tallini sono una carezza. La batteria di Hutchinson, o meglio, soprattutto i piatti della batteria di Hutchinson sono lo specchio che riflette la carezza, donandole altro colore, luce e meraviglia. Il basso di Bortone chiude il cerchio, conferendo spessore e profondità alla trama così ordita. Una vera e propria terza dimensione.
Il secondo brano, che dà nome all'album, percorre ispirazioni parallele, atmosfere più notturne, metropolitane e contemporanee. Sempre con ispirazione e rigore.
I brani scorrono nell'urgenza di ricerca. Come un fiume fra due sponde.
La prima rappresenta gli stilemi classici del trio jazz, nei brani
Il Sogno,
In The Night,
Anna, proposti con fedeltà e tocco personale.
La seconda fotografa le incursioni su linguaggi solo apparentemente più distanti e, invece, semplicemente speculari agli altri, come nelle tracce
Le Isole dei Ciclopi,
Bluesme,
Triotango e
In The Cave.
Stefania Tallini trova la sintesi perfetta di questi due mondi nel brano
Nellintramente, uno dei più riusciti. Gregory Hutchinson alla batteria, chirurgico e mai invadente, contrappunta e amplifica le suggestioni del tema. Al contrabbasso Bortone, discreto e suadente, conduce il trio davvero un passo oltre.
La chiusa della narrazione di "Uneven", prova convincente ed entusiasmante di Stefania Tallini e il suo trio, è affidata alle note di
The Nearness Of You, qui interpretata in solo. La vicinanza di te, quella che la pianista romana, ha cercato soprattutto di sé. L'augurio è che questa meravigliosa ricerca prosegua ancora.
Le pagine, le righe conclusive di un capolavoro della letteratura sono spesso un trauma. Quello della fine e del distacco.
Allo stesso modo, le ultime note di "Uneven" sono sì gioiose, per la compiuta scoperta di una pietra preziosa del jazz italiano, ma anche un piccolo dolore. Per la fine e per il distacco.
E, allora, o lo risentiamo da capo un'altra volta o restiamo in attesa fiduciosa e impaziente del prossimo disco. Per non sbagliare, tutte e due.
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