Maniscalco/Bigoni/Solborg - Canto PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianni Montano   
Martedì 18 Ottobre 2022 00:00


Maniscalco/Bigoni/Solborg - Canto

Ilk - 2022


Francesco Bigoni: sax tenore, sax alto, clarinetto
Mark Solborg: chitarra, elettronica
Emanuele Maniscalco: pianoforte, Fender Rhodes, sintetizzatori


Un trio italo-danese bene assortito dà vita a questo pregevole album, terzo nella discografia del gruppo. Maniscalco è pianista e batterista molto richiesto, con alle spalle una lunga serie di esperienze, nei due ruoli, in Italia e in Europa, che lo hanno portato ad incidere per la ECM, fra l'altro. Francesco Bigoni è un sassofonista e clarinettista residente in Danimarca, forte di collaborazioni eccellenti, anche lui, che sa inserirsi bene in progetti non a suo nome, oltre a guidare o a condividere la leadership con altri musicisti in situazioni stimolanti e feconde. Mark Solborg non è conosciutissimo dalle nostre parti, ma è un chitarrista apprezzato non solo a Cophenaghen e dintorni, ma pure oltre i confini nord-europei, capace di unire il suo strumento a personaggi di prima grandezza di un certo tipo di jazz non proprio rassicurante, come Evan Parker o Chris Speed, ad esempio.
La musica di questo cd ha il passo lento e cadenzato, dentro una consistente intelaiatura elettronica. All'interno di questa ambientazione, fra l'incantato e l'onirico, si insinuano, si propagano, il suono acustico incisivo del sassofono o del clarinetto di Bigoni, quello evocativo delle tastiere di Maniscalco o i dolci arpeggi elettrici della sei corde di Solborg.
I temi entrano in scena e si allargano con unisoni condotti con toni felpati. Da qui in poi si dipartono dialoghi intrecciati fra clarinetto/tastiera, sassofono/chitarra, pianoforte/chitarra in varie combinazioni. Gli assoli si posizionano all'interno di un contesto volutamente indefinito, contrassegnato da effetti e da pulsazioni avviluppanti, e servono principalmente ad aggiungere profondità e sfumature al discorso comune. È, complessivamente una proposta austera e lirica, allo stesso tempo, perché il "Canto", come da titolo del cd, è, a suo modo, centrale nel progetto del terzetto. Un canto, c'è da specificare, che si introduce e si fa strada fra la nebbia e gli echi elettronici.
Con quest'ultimo cd, a conti fatti, Maniscalco, Solborg e Bigoni dimostrano di essere padroni di una loro precisa cifra stilistica, caratterizzata da uno scambio di impulsi e di ideazioni fra tre voci distinte, ma coese, che danno vita ad una musica piena di vibrazioni, di armonie estese e di immaginazioni per costruire un melange invitante e originale, formalmente disinibito e concettualmente ineccepibile.

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