Cherry/Tchicai/Schweizer/Francioli/Favre - Musical Monsters Stampa
Scritto da Aldo Del Noce   
Martedì 01 Novembre 2016 00:00


Cherry/Tchicai/Schweizer/Francioli/Favre - Musical Monsters

Intakt Records - CD 269 - 2016

Don Cherry: tromba
John Tchicai: sax tenore
Irène Schweizer: pianoforte
Léon Francioli: contrabbasso
Pierre Favre: batteria


Per "registrazione storica", se guardiamo all'àmbito classico, è da intendersi la ripresa di un momento interpretativo che condensi lo spirito di performer in speciale stato di grazia da cui irradii in qualche misura anche lo spirito di un momento, evolutivo se tale apporto indurrà riposizionamenti interpretativi e ulteriore stato conoscitivo.
Si può ritenere (anzi così è inteso) che anche nel jazz (àmbito che da gran tempo ingloba e interseca più filoni, sottofiloni e retroterra progettuali) si possano additare momenti particolarmente "felici" nel segnare una svolta fissando un rinnovato (o particolarmente critico) approccio formale.
Tale premessa (certamente evitabile e di poca o punta utilità!) è molto probabilmente applicabile ad un'inedita, quanto preziosissima registrazione caratterizzata da una line-up inedita, e galvanizzante non soltanto nelle premesse, con l'ulteriore valore aggiunto di ricollegarci ad una speciale stagione creativa.
Dall'edizione 1980 del Willisau Jazzfestival una "very special one performance", per intenderci (di cui si è anche titolato qualche album, alla fin-fine nemmeno capitale, di ben altri performers), che è momento d'incontro "naturalmente" afferente all'anti-forma free - ma non circoscritto a ciò! – ed entro cui non latita certo il senso della composizione ma ancor meglio dell'edificazione visionaria,
La giocondità e il colorismo delle trovate (sempre molto riconoscibili) di Cherry, il sagace tocco di scalpello delle scabre ance di Tchicai (talvolta civettuole, ma sempre pregnanti), la potenza figurativa delle corde basse di Francioli, il forsennato gioco di tamburi e cimbali di Favre, lo smalto acuminato e il rigorismo della tastiera di Schweizer, animano con grande assortimento di personalità ma fattiva intesa un momento che intatto continua ad irradiare l'esplosività delle incendiarie pulsioni di cui il momento segnò per più versi un acme.
Le energie dei singoli assumono progressivamente grande corpo, in una tensione collettiva d'eleganza apparentemente trascurata ma non di meno solida, in cui lo spiritato e grottesco senso danzante di Tchicai e Cherry s'impatta sulle geometrie oblique di Schweizer e Favre, ed è ai due fuoriclasse elvetici (pur nelle differenti traiettorie successive) che sembra toccare il testimone della continuità di quella grande avventura. In particolare il merito d'averla fortemente voluta riesumare da un'inerte pista registrata va ascritto alla grandissima pianista, peraltro attiva in veste produttiva entro la piccola ma altamente prolifica famiglia Intakt records, di grande e sensibile responsabilità nell'elargire un prezioso recupero da un passato che appare già remoto, ma non certo rimosso e ancor meno dismesso sia nella memoria che nel lavoro dei contributivi epigoni; un live di non usuale pregio che non soltanto soddisferà quanti cercassero una corposa integrazione alle discografie e ai làsciti almeno dei due scomparsi maestri, ma offrirà al contemporaneo uditorio un polso, ed una pugnace idea di una stagione per varie ragioni irripetibile.

Link correlato: intaktrec.bandcamp.com/album/musical-monsters