Aki Takase - Hokusai: Piano Solo PDF Stampa E-mail
Scritto da Aldo Del Noce   
Martedì 02 Luglio 2019 00:00


Aki Takase - Hokusai: Piano Solo

Intakt Records - CD 327 - 2019

Aki Takase: pianoforte, celesta, voce

Personalità decana del piano free, cui l'etichetta elvetica ha dedicato spazio ed attenzioni non poi minori rispetto alla matura consorella Irène Schweizer, Aki Takase si devolve tematicamente al natale paese del Sol Levante adottando a spunto centrale il geniale quanto innovatore grafico-pittore Katsushika Hokusai, la cui supremazia nello stile Ukiyoe ne fa tuttora un insuperato riferimento anche per i media grafici contemporanei.
«Hokusai ha mostrato così tante direzioni nella sua pittura, che per questo ho voluto trasmettere varie tinte di improvvisazione; è questo il mio paesaggio interiore» - e nello svolgimento dell'album appare funzionalmente libera l'incorporazione dei materiali, dalla concentrata e visionaria improvvisazione introduttiva (Crane), che si fa più tesa e tempestosa nella successiva, chiaroscurale Hokusais Meer, alla letterale ripresa da Johann Sebastian Bach (Bach Factory), in una serrata esposizione che lascia pensare alle spregiudicate e spigolose modalità dell'eccentrico fuoriclasse Glenn Gould, raccordo mnemonico con una precedente reinterpretazione del Clavicembalo ben temperato (in coppia con il consorte Alexander von Schlippenbach).
Minimalismo e controllata emotività di tempra estremo-orientale in passaggi quali Live in Dream, di umbratile quanto profonda sensibilità jazz, introducendo anche la desueta e rara celesta, d'insolita timbrica e bizzarra efficacia nella macchinosa Nihon Bridge in Edo o nella sensibile Sketch of Spring.
Le linee s'ingrossano nella vivida Hokusai Manga e nella scabra spettralità di Studies of Gesture, dando adito ad esposizione tersa e ben più distesa in Cherry, e nella più rarefatta e privata Silent Landscape, riguadagnando grinta nella dinamica Dr. Beat, che ancora opera una mediazione con la sfera classicista (in modalità che non suonerebbero estranee al mondo di un Chick Corea), congedandosi in una spedita performance pianistico-vocale nella catturante e concisa Hokahoka Hokusai.
Esponendo un'ampia gamma di soluzioni espositive, la raccolta lascia rinnovare l'apprezzamento per l'arte definita ma aperta di Aki Takase, connotata da accortezza scrittoria e impromptu solido, governata da concretezza dell'impianto immaginativo e, su tutto, peculiare senso scultoreo.

Sito Web: akitakase.de
Pagina Spotify: open.spotify.com/album/41i6p7PU5hPFuu9aiYBS4H

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