Àghera – Àghera

Àghera - Àghera

Tàjrà – TAJ004 – 2007




Emanuele Contis: sax tenore e soprano

Andrea Granitzio: pianoforte

Pierluigi Manca: contrabbasso

Andrea Ruggeri: batteria e percussioni






Una grande casa, vicino a un mare incontaminato, le finestre aperte permettono il passaggio delle correnti, degli odori, dei rumori…


Come viene spiegato all’interno della confezione del cd (torneremo poi su questo aspetto particolare) Àghera vuol dire aria, nella lingua sarda. La musica del quartetto propone in modo esplicito una dimensione ariosa, lieve, aperta al soffio vitale della contaminazione.


Il quartetto accoglie nel proprio vocabolario sonoro materiale etnico e spunti jazz, idee provenienti dal mondo classico e dell’opera lirica; le tante tessere compongono un mosaico sfaccettato, un ambiente musicale omogeneo e ampio, nel quale trovano spazio e piena cittadinanza suoni e sapori di varia provenienza.


La strategia del quartetto è quella di mettere insieme e combinare i diversi elementi: le reminiscenze metheniane arricchiscono la forte tensione romantica delle melodie; alle derive mediterranee, rilassate e pacate, si intersecano spunti moderni e ritmiche più nervose.


Le influenze presenti in Àghera si modificano in un gioco di mutuo intervento. La musica si muove con fluida continuità tra i suoi poli di attrazione e mantiene sempre presente nelle improvvisazioni e nello sviluppo dei temi lo spirito che la guida: accogliere gli elementi diversi per restituire una visione solare, rilassata e positiva, nei brani del disco.


Traveggole con i suoi diversi momenti è una buona esemplificazione dei movimenti del lavoro. Il brano viene costruito su due frasi che vengono prese in consegna dai diversi strumenti e diventano, di volta in volta, tema e accompagnamento, sfruttando anche lo spazio libero creato dal gruppo nella parte centrale del brano. I due temi e i diversi strumenti si rendono protagonisti e gregari grazie alla diversa maniera di interpretare e di porre gli accenti: il quartetto lavora per evitare ogni frizione al movimento costante e morbido della sua musica.


Àghera si presenta con una confezione davvero fuori dai canoni. Nella piccola scatola che contiene il disco e il booklet, sono presenti dieci illustrazioni di Sergio Meloni, dieci incisioni all’acquaforte ispirate dalle tracce del disco e recanti gli stessi titoli dei brani. L’intenzione, manifesta, è quella di creare un oggetto che dia all’ascoltatore più di una possibilità di fruizione, la conseguenza è che il disco riesce ad avere, in questo modo, un valore aggiunto, proprio del prodotto originale.