Franco D’Andrea Quartet – The Siena Concert

Franco D'Andrea Quartet - The Siena Concert


Franco D’Andrea: pianoforte

Andrea Ayassot: sax soprano, sax alto

Aldo Mella: contrabbasso

Zeno De Rossi: batteria






Franco D’Andrea registra un nuovo lavoro con il suo quartetto – formato da Andrea Ayassot, Aldo Mella e Zeno De Rossi – e sceglie in questa occasione la strada del disco dal vivo: The Siena Concert è la ripresa del concerto tenuto a Siena 26 luglio del 2006.


Innanzitutto il modo in cui viene concepito il concerto e, di conseguenza la registrazione. Sei corposi medley a dare una visione d’insieme coerente, fortemente unitaria, tanto da risultare all’ascolto quasi come una suite unica in sei movimenti: all’interno del corpus del concerto, i quattro musicisti utilizzano, in una disposizione decisamente democratica e propositiva, tutti gli spunti offerti dalle composizione e dalle improvvisazioni e mantengono sempre viva la musica.


E la musica fluisce per tutti i settantasette minuti del lavoro: la cifra caratteristica del quartetto è proprio nella capacità di scivolare sui diversi ruoli, di proporre una guida sempre diversa e sempre espressiva, in grado di scomporre e ricreare i nuclei sonori intorno alla quale la musica viene costruendosi. Il quartetto crea uno spazio sonoro talmente forte – affascinante e ipnotico, intrigante e chiaro, essenziale e definitivo – nel quale trovano posto le aperture informali e gli unisono, le risposte tra sassofono e pianoforte e momenti dedicati alle espressioni solitarie di ciascuno dei quattro.


Il disco si apre con una invocazione del sassofono, alla quale si aggregano poco alla volta gli altri strumenti. Un inizio misterico, come afferma il titolo (Into the mystery) del primo passaggio del lavoro. Il flusso sonoro si propaga in ogni direzione dall’incontro delle quattro linee e mantiene una compattezza estrema, senza disperdere la forza espressiva. Un concerto, e un disco, di grande impatto: la musica richiama l’attenzione, pretende, quasi, l’ascolto, la naturalezza e la repentina elasticità dei passaggi creano un’atmosfera priva di discontinuità ma sempre in movimento. Il lavoro del quartetto accoglie e convince senza rinunciare a nessuno dei propri assunti, anzi coinvolge per l’essenzialità e l’empatia con cui le strutture vengono manipolate. Il significato della musica resta sempre in primo piano e diventa il punto focale per le voci che si sovrappongono e si sostituiscono, per le direzioni musicali che si intersecano e si sostengono reciprocamente.


L’unità del quartetto, la forte dimensione di gruppo, sono il risultato di un percorso che vede i quattro musicisti uniti da tempo in questo progetto. La conseguenza è nella capacità immediata di cogliere le più piccole variazioni e renderle immediatamente terreno disponibile per nuove improvvisazioni. si realizza, grazie a questa forte coesione, il movimento diffuso e ordinato della musica del quartetto.