PJ5et Special Project – High Tension

PJ5et Special Project - High Tension

Splasc(H) Records – CDH 896.2 – 2007




Pino Iodice: pianoforte

Dick Oatts: sax alto

Tommy Smith: sax tenore

Luca Pirozzi: contrabbasso

Pietro Iodice: batteria






Manca l’orchestra ma non viene meno l’atteggiamento orchestrale di Pino Iodice: questo potrebbe essere, in estrema sintesi, uno degli aspetti più essenziali di High Tension, lavoro che vede coinvolti i fratelli Iodice con Luca Pirozzi al contrabbasso e, come solisti, i due sassofonisti lo statunitense Dick Oatts e lo scozzese Tommy Smith.


Il disegno generale di High Tension, infatti, sembra contenere e prevedere gli spazi per un organico largo e, soprattutto nello sviluppo dei temi, quasi ci si aspetta di sentir comparire sezioni di fiati, pronte ad intervenire nelle strutture articolate e fluide della musica proposta. Un quintetto solido e ben congegnato: per quanto sul disco vengano presentati come ospiti, l’abnegazione di Oatts e Smith spinge in avanti il lavoro e va sottolineata per il contributo importante portato sia come interpreti che come compositori, ciascuno con due brani.


Nel corso del lavoro, la scrittura e l’arrangiamento dei brani non sono mai banali. Oltre all’illusione orchestrale, si coglie anche la precisa definizione di temi e strutture: gli interventi e i ruoli drammatici degli strumenti incalzano l’ascoltatore e sono gestiti con estrema cura; gli obbligati, le sezioni di collegamento tra le diverse parti dei brani e le sovrapposizioni degli strumenti concorrono sia allo sviluppo emotivo che alle necessità musicali.


Il risultato è in undici brani di grande intensità, felice unione di marchingegni sonori e interpretazione: elementi disposti in modo organico e organizzato mettono i cinque in grado di esprimersi ad alto livello in ogni contesto dinamico e la disponibilità dei musicisti permette di sostenere e far fruttare al meglio un incontro sonoro certamente non usuale, come quello di sax alto e tenore. Oatts e Smith si prestano con gusto al discorso orchestrale messo in gioco da Pino Iodice: intervengono spesso nel punteggiare assoli e passaggi, nel fornire sponde e contrappunti nello svolgimento dei temi, nel creare le tensioni e gli spazi per l’ingresso dei musicisti, proprio come farebbe una sezione.


Pino Iodice, Luca Pirozzi e Pietro Iodice costituiscono la ritmica della PMJO, l’Orchestra Jazz dell’Auditorium di Roma, e questo garantisce un affiatamento intenso e un allenamento, pressoché ininterrotto, al lavoro orchestrale, sia in fase di arrangiamento che di approccio e di predisposizione mentale: la spinta e il drive della musica diventano una patrimonio sempre a disposizione della formazione e, a seconda dei casi, si trasforma in forza esplosiva e sostegno delicato. In ogni circostanza, però, un insieme compatto e inscindibile, capace di dialogare con i solisti, di aprire scenari e ampliare le possibilità espressive dei brani.


Undici tracce articolate e mai scontate, veicolo efficace per gli assolo e per la grande dedizione di tutto il quintetto nell’assecondare e nell’utilizzare la macchina sonora di High Tension. Al lavoro di arrangiamento, leggero ed elegante, si unisce la ricerca di soluzioni interessanti per ogni brano e l’intenzione di dare uno sviluppo lineare al filo del discorso. Una costruzione ardita ma mai barocca che permette, ad esempio, di giocare con un brano celeberrimo come Eleanor Rigby, creando, in modo estremamente raffinato, sospensione e sorpresa sulle note dei Beatles.