Rosario Bonaccorso – Travel Notes

Rosario Bonaccorso - Travel Notes

Parco della Musica Records – MPR 014CD – 2008

Rosario Bonaccorso: contrabbasso

Andy Gravish: tromba

Andrea Pozza: pianoforte

Nicola Angelucci: batteria





Travel notes contiene, proprio come un diario di ricordi di viaggio, atmosfere e intenzioni diverse. L’attitudine plurale si rivela nella scrittura e nella concezione dei brani, ma anche nel modo di porre e nell’interpretazione.


Rosario Bonaccorso ci conduce in un percorso che si fa, di volta in volta, scherzoso e ironico, come in Crazy Day but the Blues will save us, narrativo – come nel brano di apertura Dettam, Terra e Nuvole – oppure lirico ne E la primavera verrà marciando e Renate, per chiudersi con la suite finale composta dagli ultimi due brani – A Naco, ballata per un angelo e Epilogue – e dal tono intimo e riflessivo. Una lieve vena malinconica corre per tutto il lavoro e conferisce una chiave di lettura aggiuntiva ai brani: l’aspetto emotivo dei brani, in questo modo, non mai è scontato o semplicemente ancorato a una sola intenzione.


Le anime dei brani, come si diceva in apertura, si riflettono sulla concezione e sullo stile utilizzato di volta in volta. Travel notes diventa anche in questo senso un compendio delle tante esperienze di Bonaccorso e dei suoi musicisti. Il jazz europeo, il blues, il free, una particolare visione del bop – filtrata, cioè, attraverso la propria personalità e non utilizzato come semplice stilema. Il disegno di Bonaccorso affronta con disposizione tranquilla e attenta diversi modi di intendere il jazz e la possibilità di esprimersi attraverso l’improvvisazione. Allo stesso modo, si inserisce il discorso sulla composizione e sulla scrittura dei temi. Il contrabbassista riflette sul jazz in Travel notes, una riflessione, aperta e libera da tesi da dimostrare, sulle potenzialità da esprimere e sulle materie prime da utilizzare.


Una ulteriore e notevole punteggiatura è data dagli interventi in solo, eseguiti da Bonaccorso. Il contrabbassista si ritaglia spazi utili come raccordo tra le diverse atmosfere ma anche la possibilità efficace di rendere protagonista il contrabbasso e dar una visione trasversale e intrigante del suo stile: il suono dello strumento, libero dai ruoli ad esso preconfigurati, esprime la visione melodia e armonica del contrabbassista e ne mette in luce il gusto e la maturità.


Travel Notes accoglie in modo trasversale le diverse istanze: l’esempio più chiaro è offerto dalla vena orientaleggiante soprattutto in Lulù e la Luna e richiamata in modo sottile anche altrove. Bonaccorso lascia interagire i vari elementi con libertà e ottiene un disco aperto, volutamente sfaccettato, rivolto in modo schietto alle sue tante ispirazioni.