Gianni Savelli Media Res – Que la fète commence

Gianni Savelli Media Res - Que la fète commence

Alfamusic – AFMCD135 – 2009




Gianni Savelli: sax soprano, sax tenore, flauto, flauto alto

Aldo Bassi: tromba, flicorno, piccolo

Pierpaolo Principato: pianoforte

Luca Pirozzi: contrabbasso

Marco Rovinelli: batteria, percussioni




Que la fête commence è il secondo disco di Media Res, formazione guidata dal sassofonista romano Gianni Savelli ed esce a cinque anni di distanza dal lavoro di esordio della formazione.


Se sono mutati il disegno e i componenti della formazione e i punti di riferimento geografici delle composizioni, non sono mutati lo sguardo e lo spirito di Media Res, la pratica stilistica e la voglia di andare ad esplorare i terreni intermedi tra le tante possibili definizioni musicali restano il punto di partenza anche di questa nuova prova discografica di Savelli.


Innanzitutto la formazione si compatta in un più canonico quintetto jazz, la presenza di ospiti e suoni di diversa matrice diventa pi discreta. La scelta porta il sassofonista – autore di tutti i brani del lavoro – a una scrittura più articolata e rivolta, per necessità e intenti, a risolvere con le armi del quintetto tutte le situazioni: ne consegue una visione serrata ed estremamente coerente della musica, capace di dare corpo alle diverse atmosfere predisposte dal sassofonista.


Rispetto al percorso del primo disco, rivolto in massima parte alla musica del Mali, dell’Africa sub-sahariana e dell’India, la concezione musicale del nuovo lavoro guarda a ritmi e suggestioni più europee. Se la dichiarazione “stilistica” presente nel titolo dell’ultimo brano, Sevdah, richiama immediatamente e in modo esplicito la provenienza balcanica, in tutto il disco sono i ritmi e le atmosfere delle danze popolari europee a dare le coordinate dei vari passaggi, in una vera e propria festa musicale: si sentono gli accenti delle musiche spagnole e balcaniche, l’influsso delle tradizioni italiane.


Il percorso è ulteriormente sottolineato dallo sguardo – presente anche nel primo lavoro – alle musiche colte europee, un’intenzione, allo stesso tempo, appassionata e ragionata che si riflette sui suoni e sulle improvvisazioni. La tendenza a costruire assolo ben calibrati sulla melodia mette in risalto gli aspetti descrittivi della musica e, grazie anche alla forte abnegazione dei musicisti a seguire il filo della scrittura e dell’arrangiamento, rende evidente la ricerca degli equilibri tra i tanti elementi posti in gioco. La presenza del flauto, inoltre, caratterizza in questa direzione e con gusto efficace alcuni dei passaggi del lavoro, come ad esempio Que la fête commence, brano che da il titolo al disco: l’incrocio tra le linee suonate da Bassi e da Savelli, in questo caso, riporta ai suoni delle feste dei principi e delle corti rinascimentali.


Media Res utilizza il jazz – i suoi strumenti e i suoi stilemi – per compiere la sintesi sopra descritta. Se l’apertura di Que la fête commence ci riporta indietro dei secoli e lontano da qualunque culla del jazz, lo sviluppo del brano stesso si avvicina ai giorni nostri, con l’utilizzo più moderno della ritmica, con il cambio degli strumenti a fiato e l’approccio più “canonicamente jazzistico” delle improvvisazioni.


Il dialogo tra le tante suggestioni portate da Savelli in Que la fête commence è il vero filo conduttore del disco e prosegue in ogni traccia, in un confronto mutuo e in una ridefinizione continuo di riferimenti e implicazioni.