Finnish Jazz. Intervista. Iiro Rantala

Foto: Ari Talusen










Intervista a Iiro Rantala


Recensione a Elmo

Musicista eclettico e geniale, il pianista finlandese Iiro Rantala si è fatto conoscere alla fine degli anni 90 alla guida del suo Trio Toykeat, gruppo con cui ha calcato i palcoscenici di mezzo mondo riscuotendo importanti apprezzamenti da critica e pubblico. Cimentatosi in diversi ambiti che vanno dalla scrittura di musical fino a interpretazioni del repertorio classico-contemporaneo, a quasi vent’anni da quell’esordio, decide di prendere una nuova direzione musicale. A questo proposito ci ha rilasciato questa intervista dalla sua casa di Helsinki



Jazz Convention: Parliamo del tuo nuovo trio. Dopo diciotto anni e otto cd con il Trio Toykeat cosa ha determinato questa svolta nel tuo percorso musicale?


Iiro Rantala: Ero molto incuriosito verso l’arte del beatbox. Quattro anni fa non avevo nemmeno idea di cosa fosse. Inoltre volevo provare qualcosa che fosse più elettrico e che avesse più groove.



JC: L’elemento più innovativo del tuo New Trio è infatti proprio la presenza di un beatboxer. Com’è nata l’idea di reclutare una sezione ritmica così inusuale per questo tuo nuovo progetto?


IR: Un’artista rap finlandese, Paleface, una volta mi disse che avrei dovuto provare a suonare con un beatboxer. Gli chiesi cosa fosse e lui mi diede il numero di Felix Zenger. E’ così che tutto è iniziato. Per caso, come tutte le cose della vita.



JC: Quali sono le qualità artistiche ed umane che ti hanno attratto maggiormente in questi nuovi partner musicali: il chitarrista Marzi Nyman e il beatboxer Felix Zenger?


IR: Il fatto che siano entrambi dei virtuosi. Felix può produrre più di 600 suoni con la sua bocca ed è molto stimolante poter usare un beatboxer come fosse un batterista di jazz. I groove che riesce a creare sono straordinari e un contesto più jazzistico richiede una maggiore creatività. E’ stata un’esperienza interessante per entrambi. Anche il chitarrista Marzi Nyman è un musicista molto dotato ed anche un bravo pianista, cantante e compositore. Nonché un matto totale!



JC: Quanto è diverso l’approccio alla composizione rispetto a quello che utilizzavi per il Trio Toykeat?


IR: In questo gruppo c’è molto più groove, hip hop e pop. Inoltre non avendo un contrabbasso dobbiamo decidere di volta in volta chi suonerà le linee di basso. Qualche volta sono io a farlo, altre possono essere Marzi o Felix.



JC: Quanto sono stati importanti gli anni trascorsi in America frequentando la Manhattan School Of Music e, più in generale, la scena musicale americana per la tua crescita artistica?


IR: A New York ho realmente compreso che volevo suonare come un musicista di jazz finlandese. Perché ciò avvenisse ho deciso di portare nella mia musica alcuni elementi folk della mia terra, alcuni di tango e una più generale follia che governasse il tutto. Paradossalmente è stato proprio in America che ho scoperto le mie radici finlandesi.



JC: La maggior parte della tua musica sembra intrisa di gioia di vivere e senso dell’ironia. Quanto è importante questo fattore in essa?


IR: Più che di ironia si tratta di avere humour. Mi proteggo con il senso dello humour. La vita sarebbe troppo folle diversamente. Racconto storie attraverso la mia musica ed è naturale che ci sia molto di me stesso in essa.



JC: A parte il progetto con il New Trio, recentemente hai pubblicato un lavoro registrato dal vivo intitolato “Subterraneo”, in duo con un tuo vecchio partner musicale: il violinista Pekka Kuusisto. Vi siete cimentati su un repertorio composto prevalentemente da improvvisazioni su vecchi tango finlandesi. Che tipo di rapporto hai con questo genere musicale che da circa cinquant’anni ha trovato nella Finlandia la sua terra d’adozione?


IR: Il tango viene dall’Argentina ma, come dici, si può tranquillamente affermare che la Finlandia sia diventata la sua seconda terra. Questo per far capire quanto questa forma musicale sia popolare da noi. Ho suonato tango tutta la mia vita e quindi viene fuori da me e Pekka in maniera molto naturale. In “Subterraneo” improvvisiamo molto. Lui è un vero maestro del tango jazz.



JC: Tra le tante attività in cui sei coinvolto, ti è anche capitato di presentare uno show televisivo sulla TV nazionale finlandese chiamato “Iirottelua”. Cosa succedeva dal punto di vista musicale all’interno del programma?


IR: E’ cambiato molto durante i quattro anni di programmazione in cui l’ho condotto. Fondamentalmente si trattava di un talk show in cui invitavo ospiti musicali con cui poi suonavo. Molto di essi erano musicisti che altri show non avrebbero mai chiamato in una prima serata televisiva, ma erano proprio loro quelli che io trovavo più interessanti.



JC: Ti sei esibito in tutto il mondo e in ogni tipo di contesto e situazione, ma ti è mai capitato di suonare in quello che è uno dei simboli più famosi della Finlandia: la sauna? E che tipo di problemi avrebbe un pianista in una situazione del genere?


IR: L’umidità e l’alta temperatura distruggerebbero il pianoforte. E poi noi finlandesi amiamo il silenzio, soprattutto quando siamo in sauna. Non c’è spazio per la musica lì.



JC: Qual è il tuo personale punto di vista sulla situazione del jazz in Finlandia?


IR: Ci sono molti ottimi musicisti ma pochi ingaggi. E’ sempre la stessa miseria. Ovunque.



JC: La collaborazione con il Trio Toykeat avrà un seguito? Quali sono i tuoi prossimi progetti per il futuro?


IR: L’esperienza con il Trio Toykeat è terminata. Ora è tempo di dedicarsi al New Trio e ad altri progetti.