Gaia Quatro – Haruka

Gaia Quatro - Haruka

Abeat Records – AB JZ 080 – 2010




Aska Kaneko: violino, voce

Gerardo Di Giusto: pianoforte

Carlos “El Tero” Buschini: contrabbasso

Tomohiro Yahiro: percussioni

Paolo Fresu: tromba, flicorno






Haruka riprende il filo del discorso che i Gaia Quatro hanno lasciato in sospeso giusto un paio d’anni or sono con Udin, pubblicato nel 2008 sempre dalla Abeat Records. Ritroviamo infatti la magia delle atmosfere che hanno reso unico questo quartetto nato nel 2003 dall’incontro tra due musicisti argentini residenti in Europa (Di Giusto e Buschini, fondatori alcuni anni or sono del progetto Cordoba Reunion con Javier Girotto e Minino Garay) e due esponenti di spicco della scena musicale nipponica (Aska Kaneko, violinista classica a proprio agio con gli strumenti elettrici e con diverse tradizioni musicali asiatiche, e Tomohiro Yahiro, percussionista con frequentazioni latin jazz apprezzato non solo in patria). Fondere la calma zen e la raffinata stilizzazione della tradizione musicale giapponese con l’irruenza e la passionalità della musica argentina, infrangendo le barriere culturali e linguistiche ed espandendo i confini della musica, è la via che i quattro musicisti perseguono con convinzione, sfruttando il rispettivo background musicale come esperienza da scambiare con l’altro senza esserne gelosi, come dono, come occasione di incontro con l’altro. Il segno che questo processo di sintesi tra ragione e sentimento è stato pienamente compiuto sta nel fatto che Kaneko e Yahiro suonano quasi più “argentini” dei loro colleghi: il trasporto che introducono nelle loro esecuzioni, soprattutto nei ritmi latini come Jugadeta, Ventarron, Negras y Negros), è davvero sorprendente e si affianca senza forzature ad interpretazioni più rarefatte ed eleganti di matrice tutta orientale. E’ in occasioni come queste – ad esempio Mizuho e Haruka – che la Kaneko si esibisce anche nel mostrando un’impostazione vocale molto legata alla tradizione della propria terra.


Questa particolare commistione tra Estremo Oriente e Sud delle Americhe non poteva che attrarre e intrigare un musicista da sempre attento nel misurarsi con culture diverse come Paolo Fresu: il trombettista sardo, infatti, compare come ospite e contraltare jazzistico – oltre che nella giù citata Haruka – anche in Nada, brano di ampio respiro, molto “cinematografico” ed evocativo, sugellando ottimamente un disco assai interessante.