Dado Moroni & Max Ionata – Two for Duke

Dado Moroni & Max Ionata - Two for Duke

Via Veneto Jazz – VVJ077 – 2012




Max Ionata: sax tenore

Dado Moroni: pianoforte, voce, contrabbasso






Sassofono e pianoforte intorno a Duke Ellington. Dado Moroni e Max Ionata scelgono undici brani dal repertorio ellingtoniano e li eseguono in maniera fresca, spensierata verrebbe quasi da dire: dialogano su temi e strutture, lasciano correre le linee e le incrociano con grande sicurezza. La scaletta annovera brani poco battuti del song-book – a parte Perdido, Come Sunday o In my solitude – rivela anche l’intenzione di entrare nel vasto mondo sonoro del compositore Ellington, un mondo dove è facile scoprire e riscoprire canzoni di grande pregio e dalle potenzialità ampie per l’esecutore.


L’interpretazione dei due musicisti più che un tributo rappresenta una escursione nel proprio modo di suonare, nella maniera di intendere il jazz, di rapportarsi naturalmente con la tradizione e con un maestro importante del jazz. Il punto però è in un fatto semplice: prima ancora di ascoltare undici brani di Ellington, si ascolta lo stile di Dado Moroni e Max Ionata. Si ascolta il trasporto nell’affrontare le ballad, la profondità del blues, la grande capacità di accompagnare e condurre propria di Dado Moroni, il fraseggio di Ionata capace di suonare con personalità e risolvere con gusto ogni passaggio senza però perdere mai di vista la tradizione, la fluidità del dialogo e dell’interplay.


Il disco, va da sè, vive di grande compattezza, sia per la provenienza dei brani che per l’esecuzione, e scorre tutto d’un fiato. Dado Moroni amplia lo spettro sonoro del duo usando il contrabbasso in Just Squeeze me e cantando In my solitude
. Si tratta di piccoli dettagli che rendono in maniera ancora più evidente la naturalezza del lavoro dei due musicisti. Se omaggio deve essere, Two for duke rende un tributo a un modo di fare jazz dove prevale in senso del palco, dell’interplay: nelle tracce più sostenute, The intimacy of the blues ad esempio, viene naturale tenere il tempo con il piede, battere le mani per partecipare del dialogo tra i due interpreti e, allo stesso modo, nei brani più lenti il duo rivela l’intenzione di andare a cantare, in modo suadente, il tema.