Pericopes – The double side vol. 1 & 2

Pericopes - The double side vol. 1 & 2

RAM Records – RMCD4536/RMCD4537 – 2012




Alessandro Sgobbio: pianoforte

Emiliano Vernizzi: sassofoni






Il doppio è la chiave di una operazione dalle sfaccettature molteplici. Innanzitutto il titolo, The Double Side, e la formazione, il duo. Alessandro Sgobbio e Emiliano Vernizzi, rispettivamente impegnati al pianoforte e ai sassofoni, intitolano i due dischi Lights e Shadows in modo da segnare un dualismo tra le due parti del lavoro.


In realtà, anche se si tratta di due dischi del tutto distinti tra loro, vanno naturalmente a costituire un’opera strettamente compatta, per linguaggio e intenzioni generali. Come si può intuire si tratta dello sviluppo secondo prospettive differenti di uno stesso argomento musicale. Se Lights, il primo volume, mette in evidenza una visione aperta e solare, per riflesso Shadows è più malinconico e introspettivo. Il riferimento musicale è al jazz del nord Europa, alle atmosfere delineate da molti dischi pubblicati dalla ECM e ai loro protagonisti.


Sgobbio e Vernizzi lasciano fluire attraverso il loro dialogo temi, improvvisazioni, scrittura, riferimenti colti, citazioni. Il dialogo, va anche detto, è continuo: la musica viene costruita proprio grazie all’intreccio delle due linee e, soprattutto, la melodia e l’intenzione forte di salvaguardarne la leggibilità si pone come uno degli obiettivi principali del duo. I due musicisti preferiscono proporre una interpretazione a due voci dove lo spunto del momento si lega al dettato del tema in maniera naturale quanto efficace, piuttosto che ricorrere al concetto tradizionale di assolo e, men che meno, alla sua deriva più autocelebrativa.


Traccia dopo traccia, si concretizza una musica che sfrutta i vari punti di riferimento per svincolarsi dalle appartenenze di genere. Il rigore dell’impostazione classica porta ad estetizzare l’improvvisazione, attraverso la cantabilità del dialogo come si diceva sopra, ma anche attraverso l’approccio allo strumento e alla materia musicale. La libertà offerta dal linguaggio jazzistico permette al duo di sfruttare il materiale in maniera più ampia e speziata e di portarlo in direzioni meno consuete.