Il lungo viaggio di Marco Trabucco

Foto: copertina del disco










Il lungo viaggio di Marco Trabucco




Si chiama A Long Trip il nuovo disco di Marco Trabucco. È un lavoro intimista, d’atmosfera, ben suonato e arrangiato.



Jazz Convention: Marco Trabucco, tu sei un contrabbassista, compositore e leader. Raccontaci di te e come riesci a coniugare queste tue qualità?



Marco Trabucco: Del contrabbasso mi piace il ruolo, il sostegno che dà alla musica. Musicisti come Charlie Haden o Steve Swallow sono per me dei riferimenti davvero importantissimi, condivido la loro attitudine alla visione d’insieme, ed è proprio tale consapevolezza che mi ha spinto verso la direzione della composizione



JC: A Long Trip With You è il tuo primo disco da leader. Come nasce?


MT: Nasce in un periodo di cambiamenti, di novità, di viaggi. Nasce dalla voglia di fermare quel periodo della mia vita e metterlo in musica, per ricordarlo e per condividerlo.



JC: Rosario Bonaccorso ha scritto belle parole su di te nelle note al disco…


MT: Rosario è una persona stupenda oltre che un musicista eccezionale e sono davvero felice per quello che ha scritto sul progetto, è stato un bellissimo regalo.



JC: La struttura di base del gruppo è in trio con Marco Carlesso e Matteo Alfonso, a cui si aggiungono Gianluca Carollo al flicorno e Andrea Ghezzo alla chitarra. Avevi pensato il disco con questa struttura?


MT: Si, l’idea di suono è sempre stata quella del quintetto, ma ho cercato di lasciare molto spazio alla creatività di ognuno dei musicisti del gruppo, dando solo dei riferimenti generali. in questo modo ognuno ha contribuito in maniera personale lasciando che la musica facesse il suo corso.



JC: Parlaci dei tuoi partner che hai guidato nella realizzazione di A Long Trip With You?


MT: Lavorare con dei musicisti più grandi è sempre molto stimolante, mi mette alla prova. Per questo lavoro ho cambiato diversi organici prima di arrivare a quello definitivo, ricercando i musicisti per il loro modo di stare nella musica. Con Matteo e Andrea ci conosciamo da tempo e il loro modo di lavorare sui vocing mi sembrava perfetto per questo lavoro. Sono entrambi musicisti che amano “togliere” e far intuire. Gianluca è energico e come solista è perfetto. E di Marco adoro il suo modo di spezzare il tempo, per questi brani non potevo trovare una band migliore!.



JC: Hai scritto i brani tutti nello stesso momento o hanno una genesi differente? Ce li puoi raccontare brevemente?


MT: Questo disco è nato in un periodo davvero pieno di novità e cambiamenti, avevo molte idee e cercavo di trasferire tutto in musica, ho scritto i brani in qualche mese. Alcuni pezzi, come ad esempio Otranto e May the 14th, sono stati scritti in maniera quasi estemporanea, mentre altri dopo l’idea iniziale hanno avuto bisogno di continue revisioni.



JC: A Long Trip With You è un disco intimista, le cui atmosfere crepuscolari e confidenziali sono accentuate dall’uso del flicorno…


MT: Si, Gianluca ha un suono stupendo. Durante i concerti i brani li suddividevo tra flicorno e tromba a seconda dell’atmosfera che ricercavo. Quando siamo andati in studio ho chiesto di cominciare le registrazioni con Circles, usando il flicorno al posto della tromba. Dopo la prima take siamo usciti per riascoltarla e per tutti è stato chiaro che quello doveva essere il suono del disco. È venuto naturale!



JC: Il progetto A Long Trip With You contiene in nuce quella che sarà la tua musica in futuro?


MT: Sicuramente in questo disco è nato un sound che mi appartiene, spero che possa maturare ed evolvere in qualcosa di ancora più personale. Questo lavoro mi ha permesso anche di prendere coscienza su delle abilità che non ero sicuro di avere… Per il momento mi sto concentrando sulla promozione live che mi sta dando molte soddisfazioni, ma non ti nascondo che alcuni brani nuovi sono già pronti per un prossimo lavoro.




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