Clank, il nuovo disco di Marco Murgioni

Foto: copertina del disco










Clank, il nuovo disco di Marco Murgioni




Trombettista, e all’occorrenza anche chitarrista, Marco Murgioni ha pubblicato questo suo nuovo ed interessante progetto intitolato Clank. Lo ha fatto con il suo quartetto composto da Paolo Bacchetta alla chitarra, Giacomo Papetti al basso e Valerio Abeni alla batteria.



Jazz Convention: Marco Murgioni, trombettista, compositore e leader: raccontaci di te, della tua formazione, dei tuoi maestri, delle tue collaborazioni…


Marco Murgioni: Mi sono avvicinato alla musica all’età di 10 anni suonando la chitarra classica. Successivamente, dopo qualche esperienza in ambito rock, ho cominciato ad appassionarmi al jazz e a studiare armonia con il pianista Roberto Soggetti. Nello stesso periodo acquistai da una signora circa duecento dischi Jazz in vinile a un prezzo stracciato. Questi dischi, che conservo tuttora, sono stati i miei primi ascolti, in particolare ero molto attratto da Bill Evans e Thelonious Monk. Nel 2000 ho iniziato a suonare la tromba, prendendo lezioni da Fulvio Sigurtà e Kyle Gregory. Ho frequentato vari seminari e workshop di perfezionamento sia come chitarrista che come trombettista con vari docenti (Jim Hall, Sandro Gibellini, Mick Goodrick, Kyle Gregory, Danilo Rea, Enrico Rava, Franco D’Andrea, Paolo Fresu, tra gli altri). In seguito ho conseguito il diploma di primo livello in Jazz presso il Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna e il diploma di secondo llivello in “tromba jazz” presso il Conservatorio “Luca Marenzio” di Brescia. Per un periodo ho fatto parte della Abbey Town Jazz Orchestra di Sesto al Reghena (in provincia di Pordenone), diretta da Kyle Gregory, con la quale ho avuto la possibilità di suonare nell’ambito di alcuni festival e di accompagnare vari solisti tra i quali Robert Bonisolo, Sandro Gibellini, Paolo Birro, Francesco Bearzatti, Dominic Spera, Tom Walsh, Ettore Martin. Dopo alcune collaborazioni come trombettista con varie formazioni sempre nell’ambito della musica Jazz e improvvisata, recentemente ho fondato il Clank Quartet con il quale abbiamo vinto il concorso MIDJ in Acquedotte 2016, organizzato da MIDJ Lombardia in collaborazione col comune di Cremona.



JC: Qual è il genere di jazz che preferisci suonare, quello a te più congeniale?


MM: In realtà non ho un genere preferito, mi sono sempre diverto provando a suonare un po’ di tutto. Ultimamente preferisco dedicare il tempo che ho alla mia musica, anche se mi piace suonare qualche standard quando ne ho l’occasione.



JC: Il suono della tua tromba è brillante, tagliente a tratti, mediterraneo e dolce, in altri…


MM: In effetti sono sempre un po’ combattuto tra questi due aspetti, mi riferisco sia alla musica in generale sia alla ricerca della mia voce. Penso che sia il frutto della fedeltà a me stesso, della mia formazione culturale e delle influenze che ho avuto. In questo momento sono così e questo si riflette anche nella musica.



JC: Il tuo nuovo disco si chiama Clank e da anche il nome al quartetto che ti accompagna. Quando vi siete formati e perché hai voluto dare questa struttura, chitarra-basso-batteria, al tuo gruppo?


MM: Il quartetto si è formato nel 2014 con l’obiettivo di registrare gli otto brani che fanno parte del cd, per il quale immaginavo un suono scarno e un po’ tagliente, che avesse una ritmica solida vicina alla tradizione ma anche disposta ad addentrarsi in atmosfere più rarefatte. Sono molto grato agli amici Valerio, Giacomo e Paolo per aver aderito al progetto.



JC: I brani di Clank portato tutti la tua firma: quando e come componi e quanto c’è di improvvisato?


MM: Ho sempre composto in modo molto istintivo e non metodico, quando capitava. L’improvvisazione in Clank è gestita in modo abbastanza tradizionale, con forme definite, anche se in alcuni brani (Clank, Mad lullaby e Murtas) l’improvvisazione è stata più libera, cercando un dialogo collettivo. C’è poi un brano (Big horse) in cui la struttura è un po’ più complessa, con l’alternanza e la sovrapposizione di parti scritte e improvvisate. Ultimamente sto cercando un approcio più sistematico alla scrittura, grazie anche alla disponibilità di un compositore contemporaneo che stimo molto e che ha gentilmente accettato di indirizzarmi e accompagnarmi in questo percorso.



JC: Che definizione daresti della musica suonata in Clank?


MM: Sincera!



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