Lontano. Roberto Ottaviano Solo

Foto: Archivio Fabio Ciminiera










Lontano. Roberto Ottaviano Solo

Giulianova, Asso di Picche – 21.9.2017

Roberto Ottaviano: sax soprano

«Suonare in “solo” è come trovarsi improvvisamente al buio.» Così scrive Roberto Ottaviano in un post su facebook, pubblicato il giorno dopo il concerto tenuto in solo a Giulianova. Senza effetti e strumenti elettronici, il suono del soprano convoglia le intenzioni e le espressioni del musicista, diventa lo strumento per condurre un percorso senza vincoli e, allo stesso tempo, senza punti di appoggio: una traccia guida sulla quale far scorrere le emozioni.


E su quel filo si ritrovano in equilibrio stimoli diversi. Monk e libertà, potenza espressiva e rispetto delle tradizioni: Ottaviano amplia lo spettro delle espressioni tirando fuori dal sassofono tutto quanto è possibile ottenere: il corpo del sassofono diventa un oggetto sonoro da percuotere e sviscerare, oltre ad essere utilizzato nel modo più canonico. Una performance compatta: i temi sono separati solamente dalle brevi pause necessarie al sassofonista per riprendere fiato, ma non ci sono parole che si intrecciano con la musica, in modo da creare, per quanto possibile un continuum senza soste né interruzioni, un racconto serrato, rivolto ad esplorare le ragioni e le coordinate del suono. E, allo stesso tempo, intenso, capace di mettersi in discussione, di suscitare emozioni nell’ascoltatore e proporgli sempre nuovi interrogativi.


Un racconto vigoroso, in una: la lucidità del discorso si intreccia con la ricerca del modo per esporre i contenuti, forma e sostanza concorrono insieme a dare significato ad ogni nota suonata dal sassofonista e al percorso complessivo del concerto.




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