Lorenzo Cominoli & Roberto Olzer – Timeline

Lorenzo Cominoli & Roberto Olzer - Timeline

Abeat Records – ABJZ 218 – 2020




Lorenzo Cominoli: chitarra elettrica

Roberto Olzer: pianoforte





“Timeline” è il primo disco inciso in duo da una coppia di musicisti uniti da un atteggiamento analogo nei confronti del jazz e della musica in generale. Cominoli e Olzer amano i colori pastello, i toni sfumati, le atmosfere non aggressive e realizzano coerentemente una proposta condotta su un piano di equilibrio, sostenuta dal garbo e dalla delicatezza degli interventi di chitarra e pianoforte. Nel disco si alternano i brani originali, due a firma di Cominoli e due da attribuire ad Olzer, a pezzi di John Abercrombie, Garrison Fewell e Ryuchi Sakamoto, oltre ad una canzone svedese, hit internazionale degli anni novanta. Il chitarrista disegna le linee melodiche con uno strumento elettrico impostato in modalità sofficemente espositiva. Il pianista, da parte sua, elabora arpeggi avvolgenti, costruendo uno sfondo invitante per il fraseggiare solistico attorno al tema, svolto dal partner. In certe situazioni i ruoli si invertono, fra chi dipana il motivo e chi accompagna, armonizza di fianco, ma il copione non muta di una virgola. Si ascolta complessivamente una musica afferente ad un pop jazz educato, con qualche elemento etnico sparso qua e là, provvista di un ritmo quasi trattenuto, che si distende, però, in qualche traccia, in particolare in The Dolphin’ jump, il capitolo migliore dell’intero album.


Il disco è dedicato alla linea del tempo, soggettivo e oggettivo. «Nell’interazione musicale, come si legge nelle note di copertina, le linee temporali talvolta procedono in parallelo, talaltra si allontanano, più spesso si intrecciano…» Qui non sono solo le linee del tempo a intersecarsi, sono le sensibilità di due artigiani, maestri di cesello, capaci di decorare in modo acconcio le composizioni originali o quelle prese in prestito da alcuni autori di riferimento a incrociarsi facilmente. Il rischio di questo tipo di operazioni è, però, nel cadere nel calligrafismo, nella maniera. In qualche sequenza, in effetti, un minimo di formalismo, cioè, una maggiore attenzione all’involucro che al contenuto si può riscontrare. Tutto sommato, ad ogni modo, “Timeline” risulta conseguente alle premesse enunciate da Cominoli e Olzer, due musicisti che seguono convintamente un’idea portante e la sviluppano secondo le loro specifiche coordinate estetiche.




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