Matteo Mosolo – Isolation

Matteo Mosolo - Isolation

Caligola Records – Caligola 2281 – 2020



Matteo Mosolo: contrabbasso, voce





Matteo Mosolo si concentra sulla dimensione più ancestrale del suono delle corde basse: le radici più profonde della musica afroamericana, il l blues, il gospel sono al centro di Isolation, lavoro realizzato in solo, utilizzando contrabbasso, voce e percussioni.


Registrato nei giorni immediatamente precedenti il primo lockdown della scorsa primavera, Isolation si dimostra in maniera diretta ed esplicita come una vera e propria riflessione sulla libertà, da una parte, e sullo stato di salute sempre più precario del pianeta e sulle ferite inferte dall’umanità all’ambiente, dall’altra. Matteo Mosolo svolge questi temi attraverso un percorso che si snoda compatto e coerente nelle nove tracce del disco, un percorso compiuto attraverso i suoni e portato avanti per mezzo delle dinamiche aperte e delle scelte, appunto, meno vincolanti del solo.


Il senso di urgenza presente nei testi e nelle tematiche affrontate conduce il contrabbassista nell’esplorazione dei diversi territori espressivi: al senso del blues e al richiamo verso le fondamenta dei linguaggi musicali afroamericani, Mosolo aggiunge, infatti, in diversi passaggi lo sguardo verso le avanguardie più radicali e i rimandi classici evocati dall’archetto. Una sintesi operata seguendo i pensieri tracciati nelle note di copertina sia dal punto vista antropologico che musicale. I titoli di alcuni brani – Freedom e Free Society Blues sono sicuramente i più espliciti – rivelano una riflessione articolata sulla libertà che prende in considerazione tanto il desiderio e la lotta per ottenerla quanto la critica per l’utilizzo distorto della stessa libertà – come, ad esempio, la libertà di distruggere il pianeta, di essere schiavi dell’egoismo o, ancora, di credere alle peggiori falsità e di spargere odio.


Dal punto di vista musicale, il contrabbassista prende come numi tutelari figure che, a loro volta, hanno usato la musica e l’improvvisazione per affrontare temi politici o spirituali: riprende i due brani non originali presenti nel disco dai repertori di Charles Mingus (Freedom, appunto) e Albert Ayler (Ghosts) e dedica la sua Spritual a Charlie Haden.


Libertà, isolamento, salute del pianeta e riferimento a queste grandi figure del jazz convergono nel brano conclusivo del disco. Oh Lord, Save Mother Earth è un’invocazione, una vera e propria preghiera in musica, con cui Matteo Mosolo porta l’attenzione dell’ascoltatore sui danni, spesso irrimediabili, provocati dagli uomini all’ambiente.


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