Elsa Martin: voce, live electronics
Stefano Battaglia: pianoforte, percussioni
Artesuono – 2020
Battaglia e Martin (a cui si devono le musiche dell’incisione) hanno lavorato sui testi per deconcettualizzarli, in una certa maniera, privilegiando il suono dei versi rispetto al loro significato. La voce della Martin, infatti, dispiega le parole, le mette in fila seguendo una metrica piuttosto libera, poi ci scava dentro, le seziona e le ricompatta. Successivamente la cantante aggiunge modulazioni corrugate, prive di parole, ondeggiando sulle dinamiche e aiutandosi, a volte, con l’elettronica per raddoppiare gli effetti, per caratterizzare un dettaglio o per decorare uno sfondo. Il flusso sonoro così congegnato acquista, però, un senso e va a comunicare, in una sorta di osmosi semantica, un messaggio, un’impressione viva, non tanto nei singoli particolari quanto nella globalità di quanto rappresentato. Stefano Battaglia, da parte sua, utilizza il pianoforte spesso in modo percussivo, oppure si produce, in altri frangenti, in lunghe e articolate sequenze dove si ripetono ciclicamente delle frasi, dei blocchi di accordi, in risposta agli impulsi ricevuti dal canto. Il pianista costruisce, ancora, ispirate figure di stile classico-romantico, attraversate da un sentimento dolente nel fondo, facendo riverberare le note per dare un’eco profonda alle incantate evoluzioni espressive della voce. È piuttosto toccante, infine, l’inserimento della recitazione di Cappello in due brani. Sono interventi brevi, ma parecchio illuminanti.
L’album dura più di settantasette minuti. I due musicisti si sono, cioè, presi il giusto tempo per svolgere il loro progetto, traslando il modello della civiltà contadina (anche del Friuli), non ossessionata dai miti del rendimento, della funzionalità, del ricavo. Il cd, in effetti, scorre coerente e “leggero”, malgrado la durata, consegnandoci una prova di grande fascino e di vero spessore ad opera di una giovane cantante sempre più brava e di un pianista attentissimo a cogliere le occasioni per realizzare progetti di valore artistico, non necessariamente in compagnia di nomi già molto affermati.