Il duo secondo Enrico Fazio

Foto: la copertina di “Girotondo”










Il duo secondo Enrico Fazio

Girotondo:

Enrico Fazio: progetto, contrabbasso, elettronica

Mario Arcari: oboe

Giancarlo Locatelli: clarinetto basso

Alberto Mandarini: tromba

Francesco Aroni Vigone: sax contralto

Valeria Sturba: theremin

Adalberto Ferrari: clarinetto contrabbasso

Gianni Virone: flauto

Gianpiero Malfatto: eufonio

Emanuele Parrini: violino

Marco Tardito: sax baritono

7 Rocks, In viaggio:

Enrico Fazio: contrabbasso

Giancarlo Locatelli: clarinetto basso


We Insist! pubblica, a poca distanza di tempo uno dall’altro, due dischi a nome di Enrico Fazio, compositore e contrabbassista di lungo corso e di ricercata progettualità, registrati, in realtà nella primavera del 2014. Il primo cd si intitola “Girotondo” ed è ispirato all’omonimo lavoro teatrale di Artur Schnitzler, autore austriaco dei primi del novecento che aveva influenzato pure Stanley Kubrik per il suo ultimo film “Eyes wide Shout”. Nella pièce ci sono dieci personaggi che si incrociano in una serie di incontri d’amore preceduti dal colloquio dei due soggetti, che ritornano ciclicamente in scena, fino a formare una catena circolare che potrebbe riproporsi all’infinito. Fazio si riserva la composizione e la regia delle operazioni, assegnando il ruolo dei protagonisti a dieci affidabilissimi improvvisatori. Il “gioco” funziona così. Ai musicisti sono consegnate due serie dodecafoniche, all’interno delle quali possono muoversi con la massima libertà, scegliendone una sola, tagliandone alcune parti, manipolandole, alterandole o mischiandole. A uno degli interpreti del duo è attribuita, poi, la facoltà di scegliere quale percorso espressivo seguire fra i tanti possibili. Su 9 brani in totale, cioè, figurano 9 responsabili diversi.


L’intro, fulminante, durata di 44 secondi, è opera di Fazio in solitudine. L’ultimo pezzo vede, invece, il vociferare comune di tutti gli strumenti radunati per l’occasione. Nel corpo centrale dell’album dialogano i vari musicisti, costruendo un mosaico di situazioni, omogeneo nelle intenzioni e intrigante nello sviluppo. Tutti interpretano al meglio la loro parte, aderendo alle indicazioni molto larghe del band leader, o se si preferisce, dell’ideatore del “Girotondo”. Si ascoltano, perciò, duetti puntati sul camerismo, altri quasi jazzistici, intermezzi meditativi, assorti, e sequenze formalmente indeterminate, astratte. Fra le altre tracce, tutte di livello ragguardevole, si fanno raccomandare in particolare Il giovanotto e la giovane signora e La giovane signora e il marito per la presenza quanto mai efficace, perfettamente allineata con gli obiettivi del compositore piemontese, di Valeria Sturba al theremin, bravissima nello scambio di segnali in codice prima con Aroni Vigone e successivamente con Adalberto Ferrari, altrettanto incisivi nello sfruttare i suoni alieni messi in campo dalla performer abruzzese.


Il giorno prima dell’incisione del “Girotondo”, il 25 aprile del 2014, Fazio prende in mano il contrabbasso e si produce in una serie di improvvisazioni, senza nulla di preordinato, con Giancarlo Locatelli al clarinetto basso. Nasce così “7 rocks. In viaggio”. La musica di questo disco è attraversata da umori contemporanei e dalla voglia di confrontarsi ad ampio raggio, sfruttando tecniche ortodosse e pratiche non proprio convenzionali, in un dialogo alla pari fra due personaggi che sanno di avanguardia, ma conoscono benissimo gli stilemi della tradizione, pur fingendo di averli messi in un angolo. Così Locatelli mette in campo note sporche, raddoppiate, suoni parassiti, sequenze informali con sconfinamenti sui sovracuti e nel rumorismo, accanto a parentesi meno impervie, dove si avverte il disegno di elaborare una parvenza di melodia. A questo campionario di invenzioni timbriche e (dis)armoniche risponde il sostanzioso pizzicato del contrabbasso, pronto ad erigere pareti mobili in grado di racchiudere il solismo ora aspro, ora pensoso, del clarone in una gabbia da aprire e chiudere a piacimento.


Si arriva in fondo all’album con la consapevolezza di avere assistito ad una vera e propria lezione di composizione istantanea, tenuta da due maestri di questa materia.


In conclusione “Girotondo” e “In viaggio” sono due registrazioni che meritavano di essere tirate fuori dal cassetto e finalmente pubblicate, poiché pienamente attuali. Le due opere testimoniano, una volta di più, la statura di Enrico Fazio, un musicista che non ama ripetere formule collaudate, ma che persegue sempre qualcosa di nuovo e di inedito da proporre.




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