Ivan Valentini – Camera Funky

Ivan Valentini: sax alto, sax soprano
Matteo Pontegavelli: tromba
Luca Perciballi: chitarra
Alessio Bruno: basso elettrico
Nelide Bandello: batteria

Cose Sonore – 2026

Camera Funky di Ivan Valentini è una sorta di viaggio al termine della musica. Nel senso che il sassofonista condensa decenni di carriera musicale in un progetto in cui si ascolta funky, per l’appunto, free jazz, musica nera, un certo rock d’antan e ritmi contemporanei. Valentini ha un linguaggio tutto suo che si è creato nel corso del tempo e su quel linguaggio costruisce e sperimenta nuovi suoni. Con questo disco la sua musica è diventata più fisica e se si vuole aggressiva. L’uso del basso elettrico gli da più forza e volume rendendo il funk più corposo e dinamico. Camera Funky è un disco contaminato, carico di groove, di ossessive ripetizioni di chitarra, di ritmi sbilenchi e melodie non sempre volutamente cantabili. C’è da aggiungere che la trama compositiva, non semplice, lega in maniera fluida con le linee improvvisate generando così un suono di forte impatto, dinamico e con una propria identità. In questo progetto, pensato in quintetto gli sono accanto la tromba di Matteo Pontegavelli, Luca Perciballi che suona assieme a lui da tempo come anche il bassista Alessio Bruno, e alla batteria il versatile e puntuale Nelide Bandello. Così il disco si apre con Fu-Gu, una valanga funky direzionata dalla ossessiva ripetitività di basso. Ritmi sostenuti fino a quando si cambia tono e subentra uno scambio improvvisato tra tromba e sax. Rabbit in a bag invece si tinge di rock, aggressivo e arrembante. Con Overload si è in pieno territorio sperimentale. Qui l’improvvisazione dette le linee guida di un brano dalle architetture instabili e affascinanti. Acque Dense è il pezzo più ammaliante con la sua vena melodica ammantata di rock. In Charnold il jazz diventa più palese, anche nell’approccio improvvisativo. In Bishop’s move ritorna sugli scudi, anche se il suo ruolo rimane fondamentale in questo disco, il basso con tutta la sua forza dirompente. Mantiene un rapporto costante con le dinamiche dei fiati. Sempre lui, il basso coordina le differenti soluzioni ritmiche in Orbit ten. Camera Funky termina in chiave soul con Soul pain, soul gain. La giusta chiusa a un disco black nell’animo, nel sound e nelle vedute di un sassofonista come Ivan Valentini, costantemente aggiornato e dedito ai cambiamenti.


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