Milano Jazz Vibes 2026

Il 24 e 25 settembre Milano Jazz Vibes porta al Teatro Filodrammatici uno spaccato interessante della scena jazz del Nord Europa. Norvegia, Danimarca, Estonia, Finlandia e Svezia, attraverso musicisti e generazioni differenti, per raccontare una realtà che negli ultimi decenni ha sviluppato voci fortemente personali, mantenendo un rapporto vivo con le proprie radici e una naturale apertura verso altre esperienze musicali.

Si comincia giovedì con Kristjan Randalu, pianista estone dalla formazione classica ma da tempo immerso nei territori dell’improvvisazione e del jazz contemporaneo, che incontra Eivind Aarset, uno dei padri del Nu Jazz norvegese e chitarrista dalla voce inconfondibile, capace di muoversi con naturalezza tra elettronica, improvvisazione e ricerca sul suono.

La stessa sera sarà la volta di Jakob Bro, protagonista da anni della scena danese. Una musica, la sua, costruita sull’ascolto, sullo spazio e sul dialogo, che a Milano ritroverà Arve Henriksen e il batterista spagnolo Jorge Rossy nel trio di Uma Elmo, album pubblicato da ECM nel 2021. Henriksen, del resto, ha costruito negli anni una delle voci più personali della scena norvegese. Tromba, voce, improvvisazione, elettronica e l’incontro con culture musicali differenti sono confluiti in un linguaggio inconfondibile. Anche il rapporto con le radici è rimasto qualcosa di vivo: i lavori più recenti lo hanno portato a riscoprire la propria identità kvéna e a trasformarla in materia musicale contemporanea.

Venerdì 25 lo sguardo si allarga ulteriormente. Dalla Finlandia arriva Aili Ikonen, cantante e compositrice accompagnata da Joonas Haavisto, Ville Herrala e Mikko Arlin. A seguire, l’estone Holger Marjamaa, cresciuto tra formazione classica e jazz, e lo svedese Joel Lyssarides, esponente di una generazione più giovane che ha recentemente pubblicato Late on Earth per la ACT.

Milano Jazz Vibes sarà una buona occasione per farsi un’idea della varietà della scena musicale nord-europea, osservata da prospettive diverse e senza la pretesa di ricondurla a un unico linguaggio.

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