Marco Detto – Improvvisamente

Marco Detto: pianoforte
Michele Tacchi: basso elettrico
Alessandro Rossi: batteria

Autoprodotto – 2026

Marco Detto è un narratore: inventa e raccoglie storie che poi diventano musica.  Racconti semplici, di vita quotidiana, di amori, amicizie, riflessioni e paesaggi. Le sue composizioni sembrano colonne sonore della vita. Ammaliano e affascinano per la loro musicalità e cantabilità. Non sono pop ma contengono alcune di quelle caratteristiche che nel jazz diventano vocale. Lui affida il canto alle note e così ogni passaggio sembra una strofa, il tema diventa ritornello che piano piano si ingrandisce e cambia sotto i colpi di una melodica improvvisazione. Il suono rotondo del basso elettrico di Michele Tacchi smussa le asperità che l’improvvisazione produce e la batteria di Alessandro Rossi detta i cambi ritmici e umorali delle composizioni di Detto. I tre procedono in armonia, anche in quelle parti dove il pianoforte si lancia in soluzioni melodiche inaspettate, articolate o semplicemente dirette. È chiaro che la fase d’ascolto tra i tre funziona molto bene, nonostante le variazioni dinamiche e ritmiche, e di questo ne risente in positivo la musica e la tenuta complessiva del progetto. La bella foto di copertina in bianco nero – con in primo piano un uomo in cappotto e cappello, solitario, che riflette e soffre in una notte uggiosa su un amore andato o su di una vita in bilico -, è lo specchio assoluto di Improvvisamente. E poi, tra tutte le composizioni, Per alba – di bellezza non comune e cinematografica – vuole essere la cifra stilistica di Marco Detto.


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