Gabriele Mirabassi & Roberto Taufic - Um Brasil diferente PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Ciminiera   
Mercoledì 08 Ottobre 2014 01:00


Gabriele Mirabassi & Roberto Taufic - Um Brasil diferente

Dodicilune Dischi - ED327 - 2014

Gabriele Mirabassi: clarinetto
Roberto Taufic: chitarra


L'esplorazione compiuta da Gabriele Mirabassi nel mondo musicale brasiliano si arricchisce di un nuovo capitolo con la pubblicazione su disco del sodalizio maturato con il chitarrista Roberto Taufic, nato in Honduras, cresciuto nel Rio Grande Do Norte e residente da tempo in Italia. La sua presenza nella nostra scena musicale è ormai stabile: i visitatori di Jazz Convention ricorderanno il duo realizzato con Giancarlo Maurino, "fotografato" nel disco Um Abraço del 2005 e le registrazioni in solo e con il fratello Eduardo, realizzate nel corso degli anni. Oltre ad una attività dal vivo che lo ha portato sul palco insieme a, tra gli altri, Stefania Tallini, Barbara Casini e Rosario Bonaccorso.
L'arte del duo è una pratica vissuta e perfezionata negli anni da entrambi: se la prospettiva dei due strumenti offre spunti differenti, sono simili l'azione e l'approccio portati avanti nei vari contesti. Una ricetta basata su ingredienti precisi: melodia e rispetto delle forme, virtuosismo, energia e lirismo, una filologica intenzione di trovare un punto personale per esprimere l'interpretazione. L'incontro si sviluppa proprio sulla scorta di queste attitudini: i vari stili e generi della musica brasiliana offrono ai protagonisti un terreno ampio dove poter, allo stesso tempo, inserire la personalità senza sovvertirne le regole o stravolgerne la grammatica.
Il Brasile differente del titolo è un mondo sonoro dove si incontrano la musica colta e le tradizioni popolari del grande paese sudamericano. Mirabassi e Taufic esplorano la regione di confine tra le due anime, un territorio ampio, per continuare nella metafora geografica, animato dalle possibilità di dialogo che si aprono tra i vari generi, tra le tante contiguità che si possono ritrovare, tra i riflessi e le reciproche influenze. Il dialogo prosegue anche per quanto riguarda gli atteggiamenti sintetizzati dai due musicisti nel modo di porsi e di interpretare, vale a dire la convivenza tra esecutore classico e improvvisatore, sedimentazione ed estemporaneità.
Nel disco, quindi, troviamo ballate intime e riflessive, come la notevole As Rosas Não Falam di Cartola. L'interesse del duo si rivolge in massima parte a brani dall'andamento pacato e dal disegno ritmico dilatato. La scelta degli autori - Guinga, Chico Buarque, Baden Powell, Pixinguinha e Nelson Ayres, in ordine di apparizione, oltre ad alcuni brani originali - attraversa il Novecento e offre uno sguardo ampio di ispirazioni e riferimenti. Lo choro può essere annoverato tra le "radici" del lavoro, il samba e la bossa nova sicuramente meno: l'intento chiaro nel modo di porgere la musica è la forte attenzione con cui vengono esposte le melodie. Sia su disco che nell'esibizione dal vivo, vista lo scorso anno nell'ambito del Talos Festival 2013, la disponibilità alle necessità del canto è la chiave centrale del duo: sembra di sentire l'eco delle parole nell'esposizione del clarinetto e della chitarra, nella combinazione dei suoni.
La riuscita del disco è naturalmente nella grande e convinta partecipazione di Mirabassi e Taufic, nell'accostarsi con rispetto - non deferente, ma presente - al materiale suonato, un approccio innato per il chitarrista, "acquisito" per il clarinettista, in entrambi i casi maturato e vissuto con profondità.
 
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