Livio Bartolo Variable Unit - Ugliness is a beautiful thing PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Ciminiera   
Martedì 19 Giugno 2018 00:00


DLivio Bartolo Variable Unit - Ugliness is a beautiful thing

Angapp Music - 2018

Livio Bartolo: chitarra
Pietro Corbascio: tromba
Alessandro Semeraro: clarinetto
Francesca Galdi: sax tenore, flauto
Simone Deve: pianoforte
Andrea Esperti: contrabbasso
Gianni Lanotte: batteria
Marco Calabretti: batteria, sax tenore


Il secondo lavoro della Variable Unit di Livio Bartolo raccoglie la sfida di esplorare il dualismo tra "Brutto" e "Bello". Se il titolo scelto dal chitarrista lascia percepire una propensione verso le possibilità estetiche, espressive e narrative del "Brutto", le sei tracce presenti nel disco offrono all'ascoltatore il risultato di un ricerca che sintetizza improvvisazione e racconto corale. Gli impasti timbrici risultano infatti efficaci tanto nel disegnare atmosfere suadenti quanto nello scartare rapidamente da uno scenario all'altro e gli incastri delle diverse sezioni del disco danno fluidità al discorso della formazione.
Le composizioni di Bartolo alternano con libertà passaggi radicali e drammaticamente intensi come in Guernica (Flashbacks) e aperture liriche ed eteree come nella conclusiva Eve, condotta dal flauto e vicina a certe suggestioni riflessive ed intime presenti negli album della stagione del rock progressive. L'assetto variabile della formazione permette a Livio Bartolo di dare ulteriori sfaccettature alla sua musica: un doppio quartetto che, soprattutto, intercetta le intenzioni presenti nei brani e mette in risalto il dualismo affrontato tanto attraverso la scrittura quanto seguendo il flusso delle improvvisazioni sempre ben collegate alle premesse dei temi.
Le premesse di un buon lavoro sono contenute quindi in un lavoro davvero molto conciso: le sei tracce hanno infatti una durata complessiva di poco meno di mezzora. Ed è forse questa la pecca più rilevante del disco: la scelta dell'argomento, la gestione dei vari momenti e la "confezione" dei brani, in qualche modo, avrebbero costituito una base consistente per una prova un po' più ampia e articolata anche se, sicuramente, promettono uno sviluppo futuro della formazione e delle composizioni di Bartolo.


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