Todd Neufeld – Mu’U

Todd Neufeld - Mu'U

Ruweh Records – Ruweh 005 – 2017



Todd Neufeld: chitarre

Thomas Morgan: basso

Rema Hasumi: voce

Tyshawn Sorey: batteria, trombone basso

Billy Mintz: batteria






Soggetto abile a suscitare interesse attorno alla propria musicalità, il chitarrista Todd Neufeld può già dirsi forte dell’associazione a liberi spiriti di sintesi creativa e liberamente visionaria; vettore dunque di una storia che inizia da ben più lontano, avendo maturato funzionali partnership con figure relativamente eterogenee della scena strumentale (tra cui Aaron Parks, Dan Weiss, Samuel Blaser, Alexandra Grimal, non ignorando i grandi veterani Lee Konitz o Masabumi Kikuchi), qui arruola un pugno di esponenti ormai solidissimi nell’arena di New York.


Se le parti strumentali appaiono come la personificazione più immediata del clima strumentale d’apertura (Dynamics), in cui s’intesse un astratto (ma non privo di vigore) clima downtown, è con l’entrata in scena e l’apporto del cantato che meglio sembra definirsi la più personale vena estetica del chitarrista, segnata da forme acquee e ampi spazi immaginativi, parzialmente smarcandosi da vincoli ritmici e costrizioni di tempo ma mai abbandonando una reale connotazione jazz, improntata agli stilemi del passaggio verso la fusion originaria senza perdere di vista le correnti soluzioni contemporanee. Così s’esplicita l’ondulante Echo’s bones e la successiva e ben più eterea Entrance, preparando alla convergenza e ai vertici delle collettive tensioni in C.G.F., ove con più decisione s’affermano i liquidi segni di Neufeld, pervasi da una cruda linea elettrica non certo ignara di precedenti tracciati (il cui compasso è ampiamente estensibile da Frisell a McLaughlin o ad Abercrombie, tra i più immediati) di cui si sono appresi i segni, fatte salve le più personali traiettorie del medesimo.


Ancora rarefacendo trame e pulsazioni tra le fibrillazioni sottili della lunare Contraction, procedendo lungo la discorsività d’inchiostro blues della ballad Taunti, il lirismo di Novo Voce s’imbeve della voce di sirena impiegata per lo più in guisa strumentale di Rema Hasumi, preparante di nuovo il serrato ed ipnotico tessuto delle forze strumentali, verso l’uscita di scena di spirito thriller dell’umorale, elettroacustica Nor.


Articolata creazione scenica da fusion contemporanea non ignara di avant-jazz, la sequenza di Mu’U esplicita propensione drammatica foriera d’urticante vena lirica; liberamente costruttiva, tendenzialmente semi-informale, questa prova da leader appare convincente, orientata con carisma e provvista di più spunti d’interesse, inducendo ad augurare maggior diffusione conoscitiva non soltanto all’interessante label belga, giovane ma in spedita crescita, quanto al lavoro del solista e autore, dotato di progettualità, resa energica e di già consistente firma.



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