Luca dell’Anna: pianoforte
Alessandro Fedrigo: basso elettrico
Luca Colussi: batteria
Ryoma Mano: sassofono
Artesuono – 2026
Energia e tensioni metropolitane innervano la visione musicale che Luca Dell’Anna porta in “Shojin”, lavoro strettamente connesso con il precedente “Tactile” anche se non ne rappresenta in maniera diretta un seguito o un’evoluzione. Al trio presente nel disco precedente si aggiunge il sassofonista giapponese Ryoma Mano e la costruzione stratificata di “Tactile” viene rivista attraverso una prospettiva più risoluta e vigorosa, con riferimenti netti e decisi alla fusion degli anni ’70. La curiosità, il senso per la misura, l’intenzione di trovare connessioni più o meno ardite e l’attenzione alla scrittura, caratteristiche già messe in mostra dal trio e tratti distintivi del percorso del pianista, consentono di sviluppare le varie idee e le atmosfere dei brani con equilibrio, senza farsi prendere la mano da soluzioni virtuosistiche fini a sé stesse e, insieme, senza cali di intensità. “Shojin” si rivela un disco dal passo incalzante ed è chiaramente l’aspetto messo in evidenza da brani come Yin-Yang, Mall Stop o Feather Pulse: i quattro musicisti hanno però sempre uno stimolo e una sponda nel disegno delle composizioni, nel riflesso delle tante esperienze musicali affrontate da Dell’Anna nel corso degli anni e, va da sé, nell’approccio dei singoli e nell’interplay che si crea all’interno del quartetto.
La dedizione e la concentrazione nel processo di crescita, evocate dal titolo del lavoro, si ritrovano così nella sintesi moderna e trasversale tracciata dal pianista. Stilemi e intuizioni si intrecciano con fluida precisione per portare nei brani tanto i riferimenti ai maestri e alle tradizioni del jazz – con una particolare attenzione, come detto prima, alle stagioni più recenti – quanto le personalità e le attitudini via via maturate dai membri del quartetto.
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