
Sam Rivers: sax tenore, sax soprano, flauto
Mal Waldron: pianoforte
Live in Mestre (Caligola 2025)
Encore! (Caligola 2026)
Foto: dalla copertina del disco
La “Caligola” pubblica, a pochi mesi di distanza uno dall’altro, due dischi, inediti storici, che documentano il concerto del duo Waldron-Rivers svoltosi al teatro Toniolo di Mestre il 15 febbraio del 1984. L’uscita dei due album è particolarmente importante perché non esiste nessun CD che attesti l’incontro fra questi due musicisti, protagonisti a pieno titolo del jazz degli anni sessanta, settanta e anche oltre. All’iepoca della breve tournèe europea di fine ‘84 Sam Rivers aveva 61 anni e non era più al centro della scena jazzistica, come accadeva nel decennio precedente, ma era pur sempre un personaggio da tenere d’occhio, per quanto aveva prodotto antecedentemente, perlomeno, quando veniva considerato dalla critica, e non solo, una stella di prima grandezza nel panorama jazzistico internazionale. Negli anni ottanta, come detto, il suo nome aveva perso appeal, forse perchè Rivers non era riuscito a rinnovarsi concretamente ed era rimasto prigioniero di una formula schematica o aveva virato verso qualche scelta che appariva dettata dalla ricerca del consenso popolare, più che da una precisa urgenza poetica. Waldron, di due anni più giovane,, dal canto suo, aveva condotto, fino a quel momento, una carriera artistica di livello dall’andamento rettilineo, collezionando fior di collaborazioni, da Mingus a Coltrane, a Steve Lacy, per citare solo i nomi altisonanti.
“Live in Mestre” vede il duo impegnato in una serie di standards, fatto non proprio consueto, né per l’ uno né per l’altro dei due personaggi. Essendo la coppia allergica al mainstream, anche da questo repertorio Rivers e Waldron riescono, in ogni modo, a tirare fuori un qualcosa di lontano dai clichè o dalla registrazione formalmente ineccepibile, ma povera di sostanza. Rivers arrota le note e si avventura in un fraseggio arricciato, forzando i tempi e i modi, producendo saliscendi spigolosi, poco concilianti. Waldron inquadra e circoscrive il lavoro del partner e fa sentire quanto senso del blues e dell’eredità africana siano trasmesse dalle sue dita. In qualche ballad, poi, entrambi sembra vogliano viaggiare su un percorso “in the tradition”. In realtà qualche zampata ferina del polistrumentista sposta, in certi punti, il discorso su coordinate meno tranquillizzanti, come era lecito aspettarsi da uno come il re dei loft newyorkesi.
Il concerto si conclude con un brano originale di Rivers Breeze, racchiuso integralmente nel secondo cd, “Encore!”. Sono venticinque minuti al calor bianco, abrasivi e contrastanti, in cui, il sassofonista, qui anche al flauto, riannoda i fili, mai interrotti in verità, con quel tipo di proposta che tanto gli aveva dato lustro nel recente passato. L’improvvisazione di entrambi tocca alti vertici, con il pianismo martellante di Waldron che macina note accentate e sequenze iterative decisamente costruttive e incentivanti, fra Monk ed il continente nero. Rivers non si fa pregare per squadernare interventi liberi, pieni di pathos, in progressivo accumulo di tensione, sia con il sax soprano che con il flauto. Il leone ruggisce ancora. E se ruggisce….
Complimenti, quindi, alla “Caligola” per aver pubblicato questo concerto, diviso in 2 CD, documento prezioso, sia musicalmente, che storicamente. Si auspica che Donà e soci continuino in questa ripresa di registrazioni inedite di valore, per farci scoprire e rendere noti altri tesori nascosti./span>
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