Michele Fattori/Marcello Sebastiani – Monks And The Third Man

Michele Fattori: chitarra
Marcello Sebastiani: contrabbasso 

Notami Jazz – 2025

Monks and the third man si apre e chiude con due brani originali che fanno da cornice agli standard monkiani. I due brani sono improvvisati, senza rete. Il primo, Cantus, di Sebastiani, si ispira ai canti gregoriani, introduce la storia raffrontandola con Monk in chiave blues; mentre il secondo, The third man blues, di Fattori, è il risultato, o meglio la raffigurazione fisica, dello scontro dialogico tra chitarra e contrabbasso, nonché la terza via alla musica di Monk, sviscerata, improvvisata, ironizzata, discussa, rielaborata e libera dagli schematismi monkiani. Forse è una strada per leggere e interpretare Monk o una terra di mezzo fra la classicità e l’avanguardia. Tra l’inizio e la fine del disco ci sono i monoliti monkiani, quelli dove gravita attorno la storia del jazz nelle più disparate interpretazioni. Blue Monk è uno di questi, bluesy, evanescente e melodico. In Reflections la chitarra è più aggressiva, rude, la cui patinatura è addolcita dalla melodicità del tema. Epistrophy invece è una sfida dialogica a gravità zero tra i due strumenti. Pannonica dipinge lo scenario di colori pastello, addolcisce il mood e rilancia l’astrattismo monkiano insito nel tema. Il contrabbasso si avvolge, magnetico, con le sue spire attorno alla melodia di ‘Round About Midnight come un serpente incantato, mentre la chitarra si inabissa nei meandri della notte monkiana. 


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