La scomparsa del fotografo Carlo Pieroni

Ci lascia a 78 anni Carlo Pieroni, fotografo jazz, amico sincero e compagno prezioso di tanti anni di musica, incontri, viaggi e progetti condivisi.
Con Carlo se ne va una presenza discreta e fondamentale della storia del jazz maceratese e italiano. Una storia che il suo sguardo ha saputo attraversare, custodire e raccontare con amore, pazienza e dedizione assoluta. Per oltre cinquant’anni, con la sua macchina fotografica, Carlo ha seguito musicisti, concerti, festival, backstage e momenti irripetibili, trasformando ogni scatto in memoria.
Il suo nome resterà legato anche a quello di Paolo Piangiarelli, amico fraterno e figura centrale del jazz italiano. Insieme hanno condiviso concerti, viaggi, incontri con i grandi protagonisti della musica afroamericana e una passione autentica, totale, mai di facciata. Insieme, ciascuno con il proprio talento e la propria sensibilità, hanno segnato una parte importante della storia del jazz maceratese e nazionale: Paolo con la sua visione, la sua attività discografica e organizzativa; Carlo con le sue immagini, capaci di fermare per sempre volti, gesti, sguardi e frammenti di vita musicale.
«Sei stato il migliore compagno di organizzazione, il più vero e il più sincero appassionato di jazz che potevamo incontrare nel nostro percorso. Quante mostre, quanti concerti, quanti viaggi, quante cene e quanti aneddoti ci hai raccontato. Le tue foto, catalogate come solo tu sapevi fare, raccontano la tua vita jazz e sono lì a renderti eterno. Tutti gli amici jazzisti a cui le hai regalate le hanno custodite con amore e autografate per te. Ciao amico mio».
Così Daniele Massimi, presidente dell’associazione Musicamdo Jazz, saluta Carlo Pieroni: non soltanto un fotografo, ma un amico vero, un testimone generoso, una memoria affettuosa e rigorosa del jazz. Le sue immagini continueranno a parlare di lui, della sua passione, della sua cura e di quella comunità di musicisti, organizzatori e appassionati che ha saputo raccontare come pochi.
Musicamdo Jazz e tutto il jazz italiano si stringono alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che hanno condiviso con Carlo un tratto di strada, un concerto, un viaggio, una cena, un racconto.