Andrea Sabatino: tromba, effetti
Claudio Filippini: piano, tastiere
Antonio De Luise: basso elettrico
Dario Congedo: batteria
Francesco Mariozzi: violoncello
Badrya Razem: voce
Done: voce
Encore Music – 2025
Fatata ci presenta Andrea Sabatino in una nuova veste musicale. In questo disco si muove su più fronti, dal jazz al rap alla classica al funky, proponendo nuovi suoni, atmosfere e colori. In pratica sintetizza tutto il suo mondo musicale, le diverse esperienze fatte con gli artisti più disparati, le influenze ricevute e tutta la musica che gli è girata e gli gira intorno. Lui l’ha definito il disco della sua vita. Realizzato in quartetto con Claudio Filipppini al piano e alle tastiere, Antonio De Luise al basso elettrico e Dario Congedo alla batteria. Fatata si apre con Hub, una sortita in solitaria di Sabatino che usa la tromba come voce e prosegue con 10.10.10., un pezzo jazz, molto personale nel significato con Filippini che costruisce e conduce il tema mentre la tromba si lancia in un assolo profondo ed estremamente lirico. Filippini dimostra ancora una volta di essere un pianista a tutto tondo, colto e creativo. For Avishai, è una dedica, un omaggio di ammirazione per un collega di riferimento assieme al maestro Davis. Qui le dinamiche cambiano, si fanno più contemporanee ed elaborate. Starmaker, composizione di Lou Marini, è un altro omaggio di struggente lirismo al trombettista Hargrove. La musica vira verso una fusion di qualità, d’atmosfera. Tatta invece si tinge di suoni metropolitani, fortemente dinamici e ritmici. I remember Ludwig si contorna di romantico, una sceneggiatura filmica a cavallo tra l’esotico, Beethoven, Davis e Wong Kar Wai con il violoncello di Francesco Marozzi che strapazza l’anima di commozione: pezzo sublime. Non c’è che dire anche del funky conviviale di Fafa scandita da un assolo di alta scuola di Filippini, dalle sortite di Sabatino e dal basso rotondo di De Luise che fa il paio alla batteria di Congedo. Notevole anche la versione di Life cantata da Badrya Razem. South è un lamento di tromba, nostalgico, un blues mediterraneo, ancestrale, sabbioso e tragico. Il pezzo prepara la strada a Road To Nazareth: ognuno poi gli attribuisca il significato che sente di dargli. Si gira pagina ed ecco Fafa, una sorta di reprise cantato, o meglio rappato da Done. Fatata, come per magia, chiude un disco che comprende tante musiche e anche la visione di un film chiamato Sabatino.
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