Vitantonio Gasparro: vibrafono
Angapp Music – 2026
Dopo un esordio discografico in trio incentrato sulle coordinate del modern mainstream, Vitantonio Gasparro prosegue il suo percorso con un lavoro del tutto diverso. Le dieci miniature contenute in questo disco realizzato in solo, sfruttando una amplissima tavolozza di riferimenti che vanno dal Barocco di Johann Sebastian Bach alle tensioni contemporanee di Steve Reich, passando per gli stilemi dell’improvvisazione proposti dal jazz e dalla musica di ricerca.
Brani brevi, brevissimi in alcuni casi, utili per focalizzare precise idee espressive. Brani nati dalla risoluzione di ripetizioni ossessive e di passaggi dalle dinamiche più dilatate, da suggestioni minimaliste e da architetture ardite: esercizi di stile che Gasparro riesce a condurre con coerenza e ad esplorare giocando con eleganza sfruttando tanto la conoscenza dei vari linguaggi quanto le possibilità timbriche di uno strumento affascinante e versatile come il vibrafono. Ne viene fuori un lavoro maturo, aperto dall’unica traccia più lunga di quattro minuti – Interferenze II – che come una vera e propria ouverture contiene ed espande molti punti presenti nelle varie tracce. Le conclusive Nocturne e Death of a Star, non a caso le due tracce più lunghe tra le miniature, vanno a completare la traiettoria del disco con una visione più aperta, con una sintesi più concettuale tra mondi espressivi differenti e conferiscono alla musica composta da Gasparro una struttura compatta, quasi come una breve (poco meno di ventotto minuti la durata complessiva) ma del tutto compiuta suite.
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