Bill Frisell Trio & Greg Tardy @ Minerva Musicae Festival

Bill Frisell: chitarra
Thomas Morgan: contrabbasso
Rudy Royston: batteria
Greg Tardy: sassofono, clarinetto

Isola di San Biagio, Manerba del Garda (BS) – 23.7.2026

Foto: Patrizia Bonatti

Per la serata del 23 Luglio il Minerva Musicae festival ha proposto sull’isola di San Biagio, a Manerba del Garda, un quartetto superlativo: Bill Frisell con il suo trio coadiuvato dal sassofonista Greg Tardy.

Come al solito l’organizzazione del festival è stata perfetta e la mostra “Il jazz sotto le stelle”, a cura di Luciano Rossetti, ha regalato notevoli emozioni.

Un clima meno torrido del solito ha offerto una serata sfavillante, sull’arte di Bill Frisell si sono spese fiumi di parole, la sua capacità di arricchire il jazz guardando alla canzone americana e ai diversi generi musicali sono conosciute. La lezione del chitarrista di Baltimora si concentra sulla capacità di rendere accessibile la complessità della sua musica, non sappiamo come riesca a farlo, ma a noi giunge tutto questo, forse è solo prerogativa dei grandi artisti.

L’affiatamento con Morgan al contrabbasso e Royston si fa sentire, l’interplay è perfetto, gli sguardi, i cenni di intesa che si colgono manifestano una armonia continua.

La traccia Holiday contenuta nell’album Four ci offre anche la possibilità di ascoltare Tardy al clarinetto con un timbro pastoso, elegante, veloce nell’insinuarsi tra le pieghe della chitarra, l’assolo di batteria è feroce e preciso nella dinamica.

La chitarra di Frisell espone i chorus accennandoli ma li espone solo parzialmente, li accarezza, li delinea per poi svilupparli con la pacatezza dovuta.

La bellezza melodica trova tutto la sua più folgorante espressione nell’omaggio alla musica di Ennio Morricone con due temi tratti dalla pellicola C’era un volta in America, il clarinetto con il suo timbro penetrante dialoga perfettamente con la chitarra.

Il pubblico risponde in maniera calorosa, comunicando la perfetta sintonia con l’artista e chiedendogli di continuare sperando che la serata non abbia mai termine.

Che altro dire, un quartetto in perfetto affiatamento che osserva e conduce il pubblico in territori inesplorati complice una natura perfetta in una location che, ancora una volta, sa evocare splendide emozioni.

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