Kenny Barron Trio @ Cuneo PDF Stampa E-mail
Venerdì 13 Febbraio 2009 00:00


Foto: John Sann



Kenny Barron Trio
Cuneo, Teatro Toselli

Kenny Barron: pianoforte
Jonathan Blake: batteria
Kiyoshy Kitagawa: contrabbasso


Il Teatro Toselli a Cuneo, bellissima "bomboniera" a simbolo culturale della città, ha all'interno della propria organizzazione artistica un ottimo pool di persone che da anni realizzano all'interno dei programmi interessanti e proficui incontri del pubblico con la musica jazz. Nel palinsesto di questa stagione due pianisti molto amati, ossia Uri Caine (con l'apporto vocale di Danila Satragno), e prima ancora Kenny Barron. L'intenso, melanconico, sfuggente Kenny Barron.
Performance fuori dal comune già sulla carta, grazie alla scelta di due strumentisti non convenzionali come Jonathan Blake alla batteria (già in Piemonte a settembre insieme a Tom Harrell) e l'incontenibile Kiyoshy Kitagawa al contrabbasso, coinvolge a pieno il pubblico nonostante un inizio con notevole ritardo che ha creato qualche malumore in sala. Barron è al solito molto lirico ma in questo contesto appare a volte poco comunicativo e dà alla sua esecuzione una qualità lontana, appannata. Ciò che rappresenta la sua cifra, certo, ma che stasera appare particolarmente vaga se non fosse per un tappeto ritmico da urlo, con Blake in calando e crescendo continui, e Kitagawa incalzante e talvolta quasi eccessivo.
Uno dei brani più apprezzati è stato Beijo, in portoghese bacio: una ballad delicata, un po' bossa un po' sommessa. Pure troppo, in verità: Barron ha un'espressione ispirata ma lontana da tutti noi, e ci salva da un tentativo di tristezza il drumming di Blake.
Kitagawa appare particolarmente in serata e ci regala una performance decisamente iconica sull'uso dello strumento come non avevamo mai avuto modo di sospettare... Grande mimica, ritmica e sospiri: il contrabbasso appassionato senza dubbio appassiona, anche se risulta in qualche momento un tantino esagerato. Molto meglio il morbido dialogo tra Barron quando accenna impercettibile un tema e Blake che gli fa da contrappunto con le spazzole. Emozione pura che sfocia in un'entrata in scena non da copione, con la brava cantante Danila Satragno, che Barron presenta inappuntabile e accompagna al piano con lo stesso atteggiamento.
Un bis ispirato a Monk accende il pubblico di quel suo splendido pianismo, stasera fin troppo raffinato in realtà. Concerto strano, di una qualità talmente alta e impalpabile che quasi non arriva, ma Kenny Barron del resto è grandissimo comunque. Anche se non sorride mai e guarda sempre molto oltre le note, e ti viene voglia di andarlo ad abbracciare per riportarlo tra noi.
 
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