Paolo Fresu Kind of Miles @ Parco della Musica, Roma

Roma, Auditorium Parco della Musica – 27.2.2026

Foto: Luca Labrini

In una tre giorni da sold out già in prevendita, Paolo Fresu omaggia nuovamente uno dei suoi grandi riferimenti musicali, nell’anno del centenario della nascita, in un contesto che ne valorizza la musica ma anche alcuni dei suoi aspetti caratteriali. Aveva già portato in scena la vita e la musica di un altro trombettista a lui caro, Chet Baker, ma qui la formula è ancora diversa: per lui, infatti, si era avvalso di attori che ne raccontavano e descrivevano il personaggio, con Fresu ed il suo trio ad interpretarne la sua musica; adesso invece è lo stesso Fresu a raccontarci in prima persona i momenti più significativi di Miles Davis e l’impatto che la sua scoperta ha avuto negli anni su di lui.

Con lui sul palco due fidati quartetti per meglio rappresentare le due anime che hanno contraddistinto la carriera di Miles, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e inesplorato: quella acustica degli inizi e quella più elettrica dalla fine degli anni Sessanta in poi. Come sottolineato dallo stesso Fresu, quello che rimane immutato è il suono sublime e unico di Miles, in due mondi solo apparentemente distanti, ed invece così straordinariamente coerenti. A testimonianza di ciò il concerto si apre proprio con il Miles elettrico, passando da quello poetico degli standard a quello più influenzato dalle sonorità rock e dal funk con estrema linearità. In mezzo i tanti aneddoti, tratti anche dalla sua imperdibile biografia, che ne hanno contraddistinto la vita e forgiato il carattere, dal razzismo sempre vissuto e sofferto all’amore per le donne, la boxe e gli eccessi vari, intervallati dall’esperienza personale di Fresu in relazione a cosa abbiano rappresentato l’ascolto e la scoperta di quei dischi innovativi che l’hanno fortemente formato. Tutto ciò finemente accompagnato dai suoi due quartetti sempre presenti sul palco: insieme a loro ha eseguito alcuni dei brani più caratterizzanti della discografia ampia di Miles, dalla rilettura di ‘Round Midnight di Monk, che gli valse negli anni Cinquanta il ricco contratto con la Columbia, a quella Time After Time di Cindy Lauper che ne ha invece caratterizzato i live nell’ultimo periodo, in mezzo alle tante perle a firma dello stesso trombettista americano. Ma che si trattasse di riletture o di composizioni originali, ogni brano suonato da Miles diventava inevitabilmente suo. Rilevanti nello scorrere il racconto anche le immagini, fatte di foto e visualizzazioni grafiche che ne fanno da sfondo e che generano contenuti visivi interamente guidati dal suono della tromba.


La conclusione è una festa collettiva che vede impegnati tutti gli otto splendidi musicisti ad accompagnare quel leader che scappò impaurito a metà dagli anni ’80 dall’incontro con il suo mito e che adesso, a distanza di quarant’anni, meglio non avrebbe potuto raccontare la sua leggenda con un progetto davvero originale e sentito che mette insieme parola, musica e tecnologia.

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